21 agosto 2019
Aggiornato 21:30
Immigrazione

«Abbiamo cibo solo per un giorno». Intanto Malta si chiama fuori e accusa l'Italia

Dalla nave Aquarius di Msf, ferma a 27 miglia a largo di Malta e 35 dalla Sicilia con 629 migranti a bordo, arriva un appello disperato

PALERMO - Dalla nave Aquarius di Medici senza frontiere, ferma a 27 miglia a largo di Malta e 35 dalla Sicilia con 629 migranti a bordo, arriva un appello disperato: «Abbiamo buisogno di un porto, sicuro, c’è cibo solo per un giorno». Su Twitter Msf manda l’Sos: «Aquarius ancora in attesa. Abbiamo bisogno di un porto sicuro! Le persone a bordo sono esauste. Ritardi aumentano rischi per i più vulnerabili come bambini e donne incinte. Abbiamo cibo per un giorno. Chiediamo agli Stati Europei di dare priorità alla vita delle persone». E si rilancia l’hashtag #Umani. Intanto, il premier maltese Joseph Muscat conferma che non farà attraccare la nave ong con 629 persone a bordo: "Il governo italiano non rispetta le regole e crea una situazione pericolosa". I consulenti della Difesa de La Valletta attaccano: "Roma sta cercando l'incidente".

La minaccia di Malta
La posizione di Malta è più che mai chiara: il governo italiano, dice, «sta andando contro le regole internazionali e, con il suo atteggiamento, sta rischiando di creare una situazione pericolosa per tutti: Malta sta rispettando le regole internazionali e, quindi, non può fare attraccare la Aquarius». Dopo ore passate alla ricerca di una mediazione, il governo maltese attacca i colleghi italiani. Lo fa con una nota ufficiale del primo ministro, Joseph Muscat, che nella tarda serata di ieri ha sentito per telefono il collega italiano Giuseppe Conte per fare un punto sulla situazione della nave Aquarius, a cui il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha negato l’attracco nei porti italiani.

Per i maltesi Italia sta cercando l'"incidente"
I maltesi hanno visto subito il gesto come una provocazione, «sta cercando l’incidente», dicevano ieri i consulenti della Difesa dell'esecutivo di La Valletta, certi che Malta non abbia alcun ruolo nella vicenda Aquarius: i 629 naufraghi a bordo, dicono, sono stati salvati dalla Capitaneria di porto italiana in acque libiche. E soltanto quando l’Aquarius era vicina a La Valletta – ricostruiscono – «nonostante avrebbero precedentemente potuto farlo a Tunisi e Lampedusa, Salvini ha chiesto il nostro intervento. E questo è inaccettabile». «Malta – spiega Muscat – sta agendo in piena conformità con gli obblighi internazionali. E per questo non possiamo fare attraccare la nave Aquarius». «Tuttavia – continua Muscat – senza alcun pregiudizio e seguendo la linea degli ultimi anni, abbiamo dato la nostra disponibilità per effettuare evacuazioni mediche di persone che necessitano di cure mediche urgenti. Detto questo – conclude il premier maltese – sono molto preoccupato per la linea delle autorità italiane che rischia di creare una situazione molto pericolosa per tutti i soggetti coinvolti».