30 agosto 2025
Aggiornato 00:30
Governo

Le due mosse di Mattarella e il ruolo cruciale dell'art. 95

Le due mosse di Mattarella e la pausa di riflessione: cosa significano?

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la presidente del Senato Elisabetta Casellati
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la presidente del Senato Elisabetta Casellati Foto: ANSA/Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica ANSA

ROMA - Il presidente Mattarella ha visto ieri in mattinata i presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati, prendendosi ancora un po' di tempo. Una mossa indubbiamente di forma . La convocazione di Fico e Casellati ha detto chiaramente che una cosa: che la decisione finale giungerà non prima di questa sera, forse domani: una pausa di riflessione che si legge come una indisponibilità ad accettare a scatola chiusa un accordo siglato altrove. Ma Mattarella ha anche fatto una scelta di sostanza: il contenuto dei colloqui con Di Maio e Salvini. Ai quali il Capo dello Stato ha fatto presente le preoccupazioni per i segnali di allarme sui conti pubblici e sui risparmi dei cittadini.

Cosa dice l'art.95
Inoltre il Presidente ha ricordato l'importanza cruciale del ruolo che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio con l'articolo 95. Tale articolo, ha ricordato Mattarella, prevede che il premier diriga la politica generale del Governo e ne sia responsabile. Deve inoltre mantenere l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. Un modo per sottolineare che un premier politicamente solido non sarebbe malvisto dal Quirinale.

Ancora una pausa
O quantomeno per chiarire una volta per tutte che appena ricevuto l'incarico sarà il premier l'interprete della politica del governo, a cominciare dalla scelta dei ministri, da condividere con il presidente della Repubblica, per passare alla stesura del programma, senza dover ogni giorno subire silente i diktat dei soci di maggioranza dell'esecutivo. Una pausa, dunque, per rimettere in fila le cose e non avallare una lettura semplicistica dei ruoli istituzionali.