15 settembre 2019
Aggiornato 20:30

Il popolo del M5s dice «sì» al contratto di governo con la Lega Nord

Il 94% degli iscritti ha approvato l'accordo. Al voto sulla piattaforma Rousseau hanno partecipato oltre 44 mila persone

ROMA - Disco verde degli iscritti al M5s al contratto di governo con la Lega. Ad annunciarlo, con un post sul blog delle stelle, è il capo politico Luigi Di Maio. «Più del 94% degli iscritti del Movimento 5 Stelle - fa sapere - hanno detto sì al contratto per il Governo del cambiamento. C'è stata una grande partecipazione durante tutta la giornata. Come certificato dal notaio che ha garantito la regolarità del voto hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no. Il Movimento 5 Stelle approva il contratto per il governo del cambiamento». Adesso, spiega Di Maio «mancano solo le firme e poi sarà il governo del cambiamento perché ora c'é nero su bianco quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Ci sarà un reddito di cittadinanza contro la povertà e la disoccupazione. Con la pensione di cittadinanza gli anziani avranno una pensione dignitosa». 

Dalla Legge Fornero alle pensioni d'oro
«La Legge Fornero - ha comunicato il capo politico del M5s - è destinata a diventare un brutto ricordo. E via le pensioni d'oro, una volta per sempre. Nessuno farà più affari sporchi sull'immigrazione. Le imprese avranno vita più semplice e tasse più basse. Vi sembra un sogno? E' un sogno che ora si può realizzare. Tutto questo e molto altro è nel contratto di governo che oggi abbiamo votato. Con questo governo l'Italia cambia davvero. Tutti i media italiani ed internazionali, parte dell'establishment, e alcuni burocrati europei sono contro il contratto. La strada è giusta, ma il cammino non sarà facile. Coraggio o paura? La paura ti fa restare immobile, il coraggio ti dà la forza per cambiare tutto. E' il momento del coraggio. Andiamo avanti insieme per l'Italia».

La difesa contro le critiche: «Il Sud c'è, una priorità»
Ora il lavoro dei deputati stellati è di difendere la bontà dei contenuti dell'accordo: «Non è vero che è prevalso il programma della Lega nel contratto e non è vero che ci siamo dimenticati del Sud. Il Sud è ovunque nel programma. Grazie alla Banca degli investimenti, al reddito di cittadinanza e alla pensione di cittadinanza arriveranno circa 40 miliardi per il Mezzogiorno» ha spiegato Laura Castelli, deputata M5S, in un'intervista a La Stampa. «La Banca - ha spiegato Castelli - dovrebbe partire con una dotazione iniziale di 10 miliardi. Parliamo di investimenti ad alto moltiplicatore: tre euro per ogni euro investito. Il reddito di cittadinanza vale 17 miliardi e gran parte andrà al Sud per reinserire soprattutto i giovani. Altri cinque miliardi saranno stanziati per le politiche familiari. E al Sud la misura sarà rilevante».

Sulla Tav l'obiettivo è ridiscutere la grande opera
Riguardo la Tav Castelli ha sostenuto che «questa formulazione rafforza ancora di più la nostra lotta perché dimostra che già oggi l'Italia non rispetta l'accordo. Per esempio, non ci sono risorse per le opere secondarie da realizzare prima dell'opera principale. Sono le motivazioni legali, prima ancora di quelle ideologiche, che definiscono inutile la Tav». Sulle risorse per il reddito di cittadinanza, che potrebbe partire dal gennaio 2019, «abbiamo preferito non indicare una cifra perché la misura potrebbe costare meno» dei 17 miliardi previsti.