22 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Berlusconi «highlander furioso»: il Cavaliere scarica Salvini e chiede a Mattarella l'incarico di governo

A sorpresa il riabilitato Cavaliere scarica l'alleato padano e si offre come leader di un governo del centrodestra
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (ANSA/ THIERRY PRONESTI)

ROMA - Silvio Berlusconi scarica l'alleato padano e si offre come leader di un governo del centrodestra. A suo giudizio un governo di centrodestra potrebbe avere la maggioranza per andare avanti "anche per cinque anni». E Mattarella ci dovrebbe pensare. "Io - dice - sono assolutamente disponibile e credo che non c'è nessun candidato paragonabile a Silvio Berlusconi, non hanno nessuno che ha la competenza e l'esperienza di poter fare il premier". Silvio Berlusconi chiede al presidente della Repubblica dunque di valutare la possibilità di ricevere l’incarico per formare un governo. A chi gli ha chiesto, al suo arrivo ad Aosta, se Forza Italia fosse disponibile a votare la fiducia di un eventuale governo istituzionale, Berlusconi ha replicato: «Mi devo sfogare un attimo su questo. Credo che quello che dovrebbe accadere dovrebbe essere la possibilità di dare l’incarico al centrodestra, di presentare il proprio programma al Parlamento, dove saremo sicuri di ottenere la maggioranza e dare vita a un governo che potrebbe anche durare per molto tempo, anche per tutta la legislatura»«A questo – ha proseguito – si aggiunge il fatto che un certo Silvio Berlusconi, che ha un’esperienza di nove anni al governo del Paese, che ha presieduto per tre volte il G7 e il G8, è tornato disponibile, perché c’è stata la riabilitazione. Io sono disponibile».

"Salvini non ha parlato a nome della coalizione"
Il presidente di Forza Italia risponde con un sibillino "in questo momento su quel tavolo c'è molta distanza" a una domanda che sulle distanze fra lui e Matteo Salvini. "Salvini - avverte - non ha parlato a nome della coalizione al tavolo, ha sempre e soltanto parlato a nome proprio e della Lega. La coalizione con un programma comune è assolutamente altra cosa e non ha nulla a che vedere con il Movimento 5 stelle». Anzi, "la preoccupazione è molto forte, molto profonda, perché ci sono molti punti che sono l'opposto di quelli del nostro contratto del centrodestra", afferma annunciando che sarà convocato il Comitato di presidenza di FI per un esame approfondito.

La replica di Salvini
Parlando quasi in contemporanea, il segretario leghista replica a distanza su Facebook magnificando i risultati della trattativa con il M5S e rivendicandone la coerenza con il messaggio sottoposto agli elettori il 4 di marzo. "Giorni e notti di lavoro, tanti punti del programma della Lega e del centrodestra in questo 'contratto di governo': dalla sicurezza alle pensioni, dall'immigrazione al lavoro, dalla legittima difesa alla Flat Tax, dalla chiusura dei campi Rom agli asili gratis per le famiglie italiane, dall'Autonomia delle Regioni alla chiusura delle cartelle di Equitalia. Basta - tuona Salvini - bugie di giornali e tivù, ecco la realtà: vi piace??".

Quali nomi?
Sul fronte della chiusura reale della trattativa, però, resta lo scoglio non secondario dei nomi. Salvini ha più volte ribadito il no a Di Maio capo del Governo e la richiesta pregiudiziale del Viminale, per gestire a nome della Lega "i rimpatri dei clandestini" e la politica per la sicurezza. Un messaggio rivolto ai suoi interlocutori a 5 stelle ma forse anche al Quirinale, che i leghisti vedono freddo sull'ipotesi di un ministero così delicato affidato al loro leader. "Non rispondo su premier, vicepremier e ministri. Sarete aggiornati nelle prossime ore", dice ai giornalisti che lo interrogano.

Di Maio più ottimista
Continua invece a diffondere messaggi in tono più ottimista Luigi Di Maio, tenendo aperta anche la via della soluzione preferita dai 5 stelle nonostante i reiterati rifiuti dell'altro contraente del patto: "Non so se farò il premier, ma il vero leader, il programma, andrà al governo del Paese", rivendica. "Speriamo che il governo del cambiamento possa partire la prossima settimana", dice ancora il capo politico del M5S difendendo anche la sua gestione del negoziato. "L'Spd in Germania - sottolinea - ha fatto votare gli iscritti con un meccanismo cartaceo anche abbastanza complesso. Noi possiamo votare in poco tempo e questo ci rende molto più smart. Quando il contratto lo fanno i tedeschi sono statisti quando lo fanno M5s e Lega è una pagliacciata, se l'Spd fa votare è democrazia quando consultiamo noi è populismo".