23 ottobre 2019
Aggiornato 20:30

Franceschini, appello a Di Maio e Salvini: «Non interrompere investimenti in cultura»

Il ministro uscente dei Beni culturali al Salone del Libro di Torino. «Con noi cultura al centro. Lo sia anche con il nuovo governo»

Dario Franceschini con il presidente della Camera Roberto Fico al Salone Internazionale del Libro di Torino
Dario Franceschini con il presidente della Camera Roberto Fico al Salone Internazionale del Libro di Torino ANSA

TORINO - «Il nuovo governo confermi la centralità delle politiche culturali nelle proprie scelte strategiche». Con queste parole il ministro ormai uscente dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, intervenendo alla cerimonia di apertura della 31esima edizione del Salone internazionale del libro di Torino ha chiesto ai due nuovi partiti (quasi) di governo, Movimento 5 stelle e Lega Nord, di non vanificare quanto di buono fatto dal Partito democratico in questi anni. In particolare Franceschini ha voluto sottolineare come il bilancio della cultura «sia tornato a crescere in modo significativo. Le risorse sono aumentate e si è tornato ad assumere». Da qui, l'appello: «Non si interrompa questo percorso. Investire in cultura e conoscenza è una sfida per tutti, ma soprattutto per il nostro Paese». Franceschini ha quindi elencato, vista la location dalla quale è intervenuto, quanto fatto durante il proprio mandato per il settore librario.  Secondo i dati forniti dal ministero sono aumentati i fondi per archivi, biblioteche e istituti di restauro, passati da 5 a 21 milioni di euro ed è stata restituita allo Stato la competenza per la tutela dei beni librari non statali; è stato istituito il fondo per i sistemi bibliotecari, con risorse per 1 milione di euro annui; con il concorso per i 500 professionisti della cultura si è già proceduto all'assunzione 95 archivisti e 25 bibliotecari vincitori.

Dall'Artbonus all'Iva agevolata per i libri
Ancora, Francechini ha voluto ricordare che è stata liberalizzata la possibilità di riprodurre con mezzi propri immagini di materiale archivistico e librario; archivi e biblioteche sono stati elevati a servizio pubblico essenziale; con l'Artbonus i contributi di privati volti al sostegno di archivi o biblioteche di appartenenza pubblica o al recupero del patrimonio archivistico e librario sono diventati deducibili al 65%; è stata rinnovata la governance del Centro per il libro e la lettura; è stata vinta la battaglia in sede europea per l'Iva agevolata per tutti i libri indipendentemente dal loro formato (di carta o eBook).

Il Patto per la lettura con le televisioni
Inoltre, è stato siglato Il Patto per la Lettura con le emittenti televisive per promuovere i libri nel grande pubblico; è stato creato il nuovo Fondo per il libro e la lettura che stanzia 4 milioni all'anno da quest'anno. Sono stati fatti grandi investimenti per la valorizzazione delle biblioteche nazionali centrali di Firenze e Roma, la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma, la biblioteca universitaria di Sassari e la Biblioteca dei Girolamini a Napoli dove nascerà la Scuola di alta formazione biennale post laurea in storia e filologia del manoscritto e del libro antico.

Tax credit per le librerie
È stato introdotto, ha ricordato ancora Franceschini, un tax credit di 10.000 euro annui per le librerie, incrementato fino a 20.000 euro annui per quelle indipendenti, che favorirà il permanere di questi centri di aggregazione culturale, soprattutto nei centri storici e nei piccoli centri urbani. Infine, il ministero ricorada il successo del progetto 18app che dal 2016 a oggi ha già portato oltre 750mila ragazzi a comprare libri per un valore di oltre 220 milioni di euro.