La Lega a Berlusconi: «Addio alleanza in caso di fiducia al governo neutrale»
Centrodestra chiamato a una scelta sulla decisione di Mattarella di dare all'Italia un governo di transizione

ROMA - Se Forza Italia votasse la fiducia al governo neutrale indicato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, metterebbe fine all’alleanza con la Lega. Lo ha detto senza giri di parole il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Giancarlo Giorgetti. «Credo ci sarà un grosso problema in questo caso, sì», ha risposto ai cronisti che a Montecitorio lo hanno interpellato. «Abbiamo fatto di tutto e stiamo continuando a fare di tutto per far nascere un governo politico ma se questo non fosse possibile non esistono governi neutrali. Faccio un esempio concreto: se c’è da sterilizzare gli aumenti dell’Iva decisi dai governi di sinistra decidere se aumentare altre tasse o tagliare le spese. Questa scelta non è neutrale» ha continuato Giorgetti. «Noi continuiamo con gli sforzi, ci abbiamo provato ieri, oggi, ci proveremo domani e anche nei prossimi mesi come ha detto peraltro Mattarella. Non ci stancheremo in questo impegno di rispettare la volontà degli italiani espressa il 4 marzo». Parole, quelle del capogruppo alla Camera della Lega, che trovano conferma in quelle di Matteo Salvini, per il quale non esiste alcun governo neutrale: «Un governo neutrale per fare centinaia di nomine, e assegnare centinaia di poltrone in enti e consigli di amministrazione, senza nessun consenso popolare sarebbe davvero una presa in giro: o governo politico, con onorie oneri, o voto subito».
Esplode la rabbia di Forza Italia
La proposta di Giancarlo Giorgetti che chiede a Silvio Berlusconi di fermare l'ipotesi di un governo neutrale e consentire la nascita di un governo Lega-M5S «è irricevibile». Lo dice ai giornalisti Maria Stella Gelmini, capogruppo Forza Italia alla Camera, parlando con i giornalisti al Senato. «Oggi - prosegue - chiedere a Forza Italia di dare l'appoggio esterno mi pare una domanda mal posta che non può che avere una risposta negativa». Quanto al veto posto dal Movimento 5 stelle nei confronti di Forza Italia, la risposta a Giorgetti è più che mai chiara: «Giorgetti si appella a Berlusconi per un gesto di responsabilità per permettere la nascita di un esecutivo? Beh, visto che il capogruppo leghista a Montecitorio ha un così buon rapporto con Luigi Di Maio, chieda esplicitamente al leader del Movimento 5 stelle di mettere da parte l'inaccettabile veto nei confronti di Forza Italia per far nascere subito un governo politico».
Scontro Lega - Pd
Quanto ai responsabili dell'attuale fase di stallo, per Giorgetti non ci sono dubbi. La palma dei peggiori va al Partito Democratico: «La Lega e Salvini sono quelli che hanno meno responsabilità di tutti per la situazione che si è venuta a creare e lo abbiamo dimostrato con il nostro comportamento assolutamente responsabile negli ultimi mesi». Quanto alla disponibilità del Pd a votare il governo neutrale proposto da Mattarella, per Giorgetti è «una decisione che dimostra grande senso di responsabilità unicamente rispetto alle sorti del loro partito». Immediata la risposta di Matteo Mauri, deputato democratico: «Giorgetti ha vuoti di memoria spaventosi, vale la pena ricordargli che le clausole sull'aumento dell'Iva sono eredità del Governo di Forza Italia e Lega del 2011. Quando avevano portato l'Italia sull'orlo del fallimento e, tra spread e scandali in Europa i nostri 'eroi' andavano a Bruxelles con il cappello in mano. E portavano a casa solo impegni gravosissimi per gli italiani e con cui abbiamo dovuto avere a che fare tutti questi anni. Adesso invece di chiedere scusa pontificano. Gli manca La memoria, non certo il coraggio di dire certe cose...».
Il rischio astensione non preoccupa la Lega
La Lega è quindi pronta a tornare alle urne in estate. Certo «il rischio di astensione forte a luglio c'è» ma «non va bene il voto a fine settembre: è da qualche mese che l'Italia non ha un governo espressione del voto degli italiani quindi serve il prima possibile votare perché si deve dare agli italiani un governo politico che rispetti i desiderata dei cittadini. Anche perché poi da settembre si passa a ottobre, poi a novembre...».
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