Italia | Elezioni politiche 2018

Se il voto anticipato è per salvare Di Maio...

La regola del doppio mandato impedirebbe al capo politico di ricandidarsi in caso di insediamento di un nuovo governo. Ecco perché si punta alle urne subito

Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista chiudono la campagna elettorale. Roma, 2 marzo2018
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista chiudono la campagna elettorale. Roma, 2 marzo2018 (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

ROMA - «Il tema del doppio mandato è fondamentale e si basa su un concetto importante: non esistono i professionisti della politica. Il nostro movimento ha portato più donne in Parlamento, aveva di gran lunga i titoli di studio più alti rispetto a tutte le altre forze politiche. La regola dei due mandati è sacrosanta». A pochi giorni dal voto del 4 marzo Luigi Di Maio difese così, a spada tratta, la regola del doppio mandato durante un incontro  con i cronisti presso la stampa estera. Ora, a due mesi da quel voto e da quelle dichiarazioni, fare dietrofront è complicato. Per questo non sono in pochi a leggere proprio nella "regola del doppio mandato" il vero motivo per il quale il Movimento 5 stelle, una volta capita l'impossibilità di qualsiasi governo di stampo grillino, vorrebbe anticipare il più possibile il ritorno alle urne. Secondo l'aurea regola tanto difesa dal capo politico del Movimento 5 stelle, infatti, un «governo di tregua» determinerebbe l'inizio - e la rapida fine - del secondo mandato per tutti i big: Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Giulia Grillo, la Taverna, Bonafede, Fraccaro e lo stesso Presidente della Camera Roberto Fico.

Votare subito per salvare Di Maio
Il rischio di essere 'segato' dal limite del doppio mandato potrebbe essere uno dei motivi per spingere al voto in tempi rapidi, rifiutando qualsiasi proposta di governi o governicchi di breve durata. L'importante, infatti, sarebbe evitare di sedersi, in qualunque veste, a Palazzo Chigi o a Montecitorio. Non a caso, secondo quanto riporta Il Giornale, conversando in queste ore con i giornalisti tra il Quirinale e Montecitorio, Di Maio avrebbe spiegato la sua posizione rispetto a questo nodo da sciogliere: «Il limite dei due mandati? Non è iniziata neanche la legislatura, se pensiamo dal punto di vista politico. Quindi per me si deve andare a votare il prima possibile: il governo neanche si è riusciti a farlo partire».

Il ritorno di Dibba?
Insomma, evitare di insediare un qualsiasi tipo di governo consentirebbe a Di Maio di poter sfidare Matteo Salvini in caso di elezioni anticipate. Ma se nascesse, anche per pochi mesi, un esecutivo, il capo politico del Movimento 5 stelle dovrebbe seguire le elezioni da casa. In questo caso Casaleggio e Grillo dovrebbero mettersi al lavoro in cerca di un piano B. Ed è qui che tornerebbe il nome di Alessandro Di Battista.