7 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Giorgetti sbotta contro Di Maio: «Non conta più un c....». Salvini lancia il suo ultimatum

Dopo il suo incontro con Di Maio Giorgetti sbotta. Intanto Salvini si prepara al voto

Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini dopo il vertice del centrodestra
Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini dopo il vertice del centrodestra ANSA

ROMA - "Ci siamo visti con Di Maio, abbiamo avviato un confronto, come ci ha chiesto il Quirinale». Giancarlo Giorgetti, presidente gruppo Lega alla Camera, conversando con i giornalisti racconta del suo incontro con il capo politico del M5s, ma si lascia andare a un commento appena velato:"Di Maio non conta più un c.... L'incarico l'avrà Salvini». Così Giorgetti lasciando il ristorante per andare ai gruppi, e al cronista che gli chiede se il Quirinale sia d'accordo con un incarico al buio, Giorgetti risponde: "Accenderemo la luce". Quella di Giorgetti su Di Maio "era una battuta in ascensore" commenta a caldo Salvini a chi gli chiede una battuta in merito. C'è ben altro a cui pensare oggi che non alle battute.

Zaia: «Diciamo no al Governo tecnico e sì a quello politico»
Nel dibattito interviene anche Luca Zaia: «Diciamo no al Governo tecnico e sì a quello politico, che magari duri anche poco, ma che ci consenta di avere una legge elettorale e quindi poter stabilire una coalizione». Si è espresso così il presidente della Regione Veneto, che ha voluto spiegare la sua posizione sulla creazione di un Governo, precisando anche che "60 giorni siano più che sufficienti per studiare e ripassare. Il libro l’han letto tutto, noi cittadini ne abbiamo le tasche piene, l’offerta dell’esponente del mio partito è sul tavolo. Sono stati fatti passi di lato su presidenza di Camera e Senato: siamo in una situazione pirandelliana». Infine il presidente si è espresso anche sulla solidità dei rapporti tra i diversi partiti della coalizione di centrodestra: «Confermiamo l’alleanza, ma il vero tema è andare a governare. Basta un brevissimo lasso di tempo in cui si possano fare due tre cose e poi andare a votare».

Salvini su Facebook: «O passo di lato di qualcuno o si va al voto»
«Nelle prossime ore, o qualcuno farà un passo di lato come abbiamo fatto noi e nasce un governo che blocchi gli sbarchi, che si faccia sentir in Europa, insomma o si parte, oppure siete pronti a darmi la maggioranza assoluta per rivoltare questo Paese?». E’ quanto chiede Matteo Salvini ai suoi follower in diretta su Facebook.
«Se non avrò l’incarico, l’8 luglio per voi, è un giorno di vacanza o andiamo tutti al voto? Lo chiedo a voi? Arianna c’è, Marco c’è… Massimo c’è», ha concluso Salvini facendo una sorta di appello dei suoi contatti disponibili a sostenerlo alle urne anche l’8 luglio. Quindi ha aggiunto: «I Cinque Stelle un po’ ballerini, un po’ di qua, un po’ di là: la prossima volta, al voto, sarà un referendum, o noi o loro. Se o M5s o Berlusconi faranno un passo di lato nelle prossime ore io sono pronto, altrimenti io miracoli non posso farli. Basta perdere tempo e si va al voto».

Grasso: «Irrispettoso che i partiti parlino di voto»
Dai banche della sinistra arriva invece il commento di Pietro Grasso: «E’ pesantemente irrispettoso vedere indicare date delle prossime elezioni prima ancora che Mattarella abbia tutti gli elementi per pronunciarsi su un eventuale scioglimento della legislatura che non è partita. E’ la dimostrazione del fallimento di una pessima legge elettorale e di una classe politica capace di fare solo campagna elettorale senza assumersi responsabilità» afferma il leader di Leu al termine delle consultazioni con Mattarella. Poi aggiunge: «Noi di Liberi e Uguali abbiamo ribadito la stessa posizione di sempre: i nostri voti, per quanto non dirimenti ai fini delle maggioranza parlamentari, non sono, come è ovvio a disposizione di alcuna maggioranza che coinvolga le forze di centrodestra».