18 agosto 2018
Aggiornato 19:30

Di Maio chiede a Salvini di andare insieme al voto a giugno. Sarà ballottaggio tra rivoluzione e restaurazione

Dopo aver tentato di chiedere l'appoggio al Pd, Luigi Di Maio cambia rotta e chiude a tutti per tornare alle urne
Luigi Di Maio in diretta Facebook
Luigi Di Maio in diretta Facebook (ANSA/PAGINA FACEBOOK LUIGI DI MAIO)

ROMA - "Oggi è il 30 aprile, sono passati quasi due mesi dalle elezioni. Il M5S in modo serio e coerente e ripetendo lo stesso concetto dal primo giorno si è impegnato totalmente per rispettare il voto dei cittadini e dare un governo di cambiamento al paese». Luigi Di Maio affida come sempre a Facebook il suo attacco, nel giorno dopo l'ospitata di Matteo Renzi da Fazio, e al Pd e al centrodestra. "Questa legge elettorale asssurda voluta dal Pd e dal centrodestra permette anche a forze che perdono, come Fi, di rivendicare una pseudovittoria in nome di una coalizione di comodo». Il capo politico del M5S nel video dichiara chiusa ogni chance di fare un governo sia con il Pd che con il centordestra e chiede nuove elezioni a giugno.

"Salvini ha preferito gli interessi di un condannato"
"Noi, visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ci siamo rivolti alle forze politiche per fare partire un governo di cambianento sulla base di un contratto sui temi prioritari per gli italiani", ha ricordato Di Maio. "Salvini ha preferito gli interessi di un condannato incandidabile all'interesse dell'Italia, io gli ho parlato in modo sincero, a cuore aperto: gli ho detto sediamoci a un tavolo e troviamo una quadra, mettiamo nel contratto tutti i punti in comune del nostro programma e facciamo partire un governo che possa cambiare il paese. Niente, lui ha scelto Berlusconi, uno che fatto la legge Fornero, che ha creato Equitalia e ha bloccato il Paese per 20 anni per i suoi interessi personali». "È incomprensibile mantenere una coalizione divisa su tutto, palesemente costruita per arraffare posti in Parlamento piuttosto che fare qualcosa per l'Italia", ha aggiunto Di Maio. Inoltre, ha detto ancora, "tutti sanno che se Berlusconi avesse avuto i voti sufficienti per fare una maggioranza con Renzi avrebbe mollato Salvini la notte tra il 4 e il 5 marzo, altro che 50 giorni".

"Renzi sembrava avesse capito, invece..."
Renzi, dal canto suo, dopo la batosta elettorale che ha portato il Pd al suo minimo storico è tornato in tv per chiudere ad ogni accordo di governo con il M5S. "Il Pd è il partito che preso una clamorosa batosta alle elezioni precipitando al suo mino storico sotto il 19 per cento e sembrava avesse inziato a capirlo mettendo da parte Renzi relegandolo a senatore semplice, come lui stesso si era definito, ma ieri sera lo abbiamo visto addirittura riproporre una riforma costituzionale dopo che gli italiani gliene hanno già bocciata una un anno fa - racconta il capo politico del M5S -. Dopo il 4 marzo, dopo la mazzata presa, sembrava iniziasse a capire i suoi errori ma ieri e andato da Fazio e invece che chiedere umilmente scusa per i danni fatti dal suo governo ha attacco me e il M5s chiudendo a qualsiai ipotesi di un contratto".

"Vogliono fermare il cambiamento per mantenere i loro sporchi interessi"
Il contratto con il Pd era "l'ultima cosa che volevamo fare" - ammette - ma questa legge scritta da loro "ci imponeva di trovare una soluzione per gli italiani e avevamo deciso di seguire un metodo: le cose buone contenute nei programmi elettorali. Sapevamo che il Pd scrive delle cose e poi ne fa altre: l' abolizione dell'articolo 18, la scuola, la riforma costituzionale, il salvataggio di Banca Etruria non erano nel programma ma lo hanno fatto, perciò volevo vincolare il Pd a un programma facendogli firmare un contratto davanti a tutti gli italiani". "Per Renzi un padre di famiglia che perde il lavoro va lasciato solo senza alcun reddito - insiste Di Maio - va bene deve trovare un altro lavoro ma mentre lo cerca cosa dà da mangiare ai suoi figli se ci mette sei mesi, come vive una famiglia? Queste situazioni succedono in tutta Italia specialmente dopo il Jobs Act». "E' evidente che di fronte a un governo del cambiamento i partiti resistono con tutte le loro forze, deve essere chiaro che qui stanno cercando in tutti i modo di fermare il cambiamento per mantenere i loro sporchi interessi». 

M5s è post ideologico
"Sfido chiunque a dire che punti che avevamo individuato non erano sacrosanti: lo sono eccome e se si realizzassero anche solo quelli l'Italia sarebbe completamente diversa", insiste il capo politico del M5S. "Ci hanno criticato per il contratto un'idea che io rivendico: il M5s è post ideologico, noi non siamo di destra o di sinistra, le idee o sono buone o non lo sono, noi volevamo portare a casa risultati perché mentre questi ci hanno fatto perdere due mesi in Italia ci sono milioni di problemi e agli italiani non interessa del centrodestra unito o del 'senza di me' interessa che si trovino le soluzioni». "Non avrei mai pensato che sarebbe stato facile ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato impossibile. È vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando al proprio orticello, ai propri interessi, non sono venuti neanche al tavolo per confrontarsi sui temi, hanno pensato solo alle loro poltrone». 

Scelta tra rivoluzione e restaurazione 
Tutti parlano di inserire il ballottaggio nella legge elettorale ma il ballottaggio saranno le prossime elezioni politiche perciò Di Maio lancia l'ultimatum a Salvini: andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo finalmente questo secondo turno a giugno, visto che i partiti hanno paura del cambiamento facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione. "Ci hanno fatto perdere due mesi. A questo punto per me non c'è altra soluzione: bisogna tornare al voto prima possibile, poi deciderà il presidente Mattarella». 

Pd contro Di Maio
Secondo Di Maio la paralisi politica è dovuta ai partiti che pensano solo 'al proprio orticello e alle poltrone'. Finalmente una sincera autocritica». Su Twitter il presidente del Pd Matteo Orfini pizzica il candidato premier M5s. Anche Michele Anzaldi non risparmia battutine: "Di Maio ha perso la testa: la mattina chiede al Pd e a Renzi di votare la fiducia al suo governo, la sera usa toni minacciosi ben poco istituzionali, 'la pagheranno'». "Dopo due mesi di balletti - prosegue Anzaldi - di spartizioni con Lega e Forza Italia, di bugie sui furbetti di Rimborsopoli, dopo settimane di penose trovate da Prima Repubblica come la politica dei due forni, l'inciucio mascherato da contratto e le maggioranze variabili con programmi à la carte, Di Maio ha dimostrato ampiamente agli italiani quanto fosse smisurata la sua voglia di poltrona: pur di arrivare a Palazzo Chigi, si è dimostrato pronto a qualunque cosa. Come scrive il Corriere, pensava di comprare il Pd con 'quattro o cinque ministeri', sbianchettando nottetempo il suo programma elettorale: innanzitutto una presa in giro per gli elettori, che peraltro sia M5s che il suo leader stanno già pagando in termini di consenso, come dimostrano i sondaggi. #senzadime".

Meloni: "Bambino capriccioso"
Anche Giorgia Meloni sbeffeggia Di Maio: "Luigi Di Maio, come un bambino capriccioso, pur di non ammettere la sconfitta, vuole portarsi via la palla e non far giocare la partita a chi la può vincere. Il suo imbarazzante appello è: visto che non faccio il premierino, non lo fa nessuno. Ma l'Italia non può restare ferma per la fame di poltrone di Di Maio. Ora il presidente Mattarella rispetti la volontà popolare e dia l'incarico di governo alcentrodestra».