18 dicembre 2018
Aggiornato 15:30

Orfini: «Di Maio non conta nulla, decide la Casaleggio»

Così il Presidente del PD Matteo Orfini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7: «Nel PD posizioni diverse, vedremo se sintesi o conta»

Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio
Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio (ANSA)

ROMA - «Sappiamo bene quanto vale la parola di Luigi Di Maio: in questi anni abbiamo fatto accordi politici che dopo saltavano nonostante la parola data, come nel caso delle Unioni civili. Perché i 5 Stelle non decidono autonomamente, rispondono alla Casaleggio Associati, con cui hanno persino firmato un contratto». Lo ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

Posizioni diverse, vedremo se sintesi o conta
«Vedremo se alla direzione del Pd troveremo una sintesi tra le varie posizioni, molto diverse tra loro, o se faremo una conta. Non era possibile organizzarla prima del 3 maggio perché in direzione abbiamo anche gente normale, che lavora o che studia, hanno bisogno del tempo per potersi organizzare e venire a Roma».

Rosato: Non al Governo con chi vuole smontare nostre riforme
«Non possiamo fare un governo con chi pensa che si debbano smontare le riforme fatte dal governo di centrosinistra in cinque anni». Lo ha detto Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, intervistato a Cartabianca, su Raitre.
Rosato ha spiegato che il Pd ha posto «due precondizioni» per aprire un dialogo con M5s : «La prima è che M5s considerino chiuso il dialogo con la Lega e formalmente, solo formalmente, Di Maio lo ha dichiarato chiuso. La seconda è che la stagione di riforme del centrosinistra non sia considerata una pausa ma una stagione da proseguire».

Fiano: Al 10% accordo possibile, io sono contrario
«M5S? Se chiedono i nostri voti interrompano il fuoco di contraerea che per cinque anni ci hanno indirizzato contro». A parlare è il deputato Pd Emanuele Fiano, che oggi è stato ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora.
E' vero che uno dei punti fermi per far sì che ci sia questo accordo è che il premier non sia Luigi Di Maio? «Penso che questa sia una preclusione importante. La pretesa di indicare Di Maio premier senza nessuna possibilità di modifica mi sembra una preclusione che rende abbastanza impossibile un accordo».
Lei come vede questo accordo? «Sono pessimista e allo stato dell'arte sono anche contrario. Se ci dovesse essere un incontro su aspetti programmatici però vediamo, prima ascoltiamo con attenzione la relazione di Martina». Che percentuale positiva vede per questo accordo? «Dieci per cento».