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Brunetta all'attacco: l'imbroglio programmatico del M5s non finisce mai

"Martina e Di Maio tentano convergenze impossibili" accusa Brunetta. Che sottolinea l'attaccamento del M5s alle poltrone

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta
Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - "L'imbroglio programmatico del Movimento 5 stelle non finisce mai. E il Partito Democratico non fa altro che conformarsi a questa moda facendo finta di non conoscere il programma del Movimento 5 stelle». Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia. "Il segretario reggente Martina e quello occulto Renzi - aggiunge - così come il giovane capo politico Di Maio si leggano il lavoro dei tecnici da loro incaricati e vedranno chiaramente come si stanno tentando convergenze impossibili" attacca Brunetta. Infatti, gli accademici del Movimento 5 stelle hanno detto che esistono divergenze rilevanti in materia di Unione economica e monetaria, di pensioni e di vaccini, per esempio. Il Pd - prosegue l'esponente azzurro - afferma che l'Europa è il punto chiave di tutte le politiche economiche e si accomoda nello "strapuntino preparato dall'alleanza franco-tedesca" mentre il Movimento 5 Stelle afferma oggi - ma non si sa bene in quale programma e se lo farà anche domani - che l'unione economica e monetaria deve essere ricostruita interamente.

Pensioni, vaccini e tutto il resto
In tema di pensioni - continua - il Pd rivendica le politiche del Governo Renzi e le riforme della Fornero, con qualche leggero aggiustamento, mentre il Movimento 5 Stelle dice che occorre modificare larga parte della legislazione vigente. Sui vaccini il Movimento 5 Stelle guida il movimento no vax mentre il Pd è stato il primo sostenitore dell'obbligatorietà dei vaccini, spiega Brunetta. "E non parliamo delle infrastrutture abilmente nascoste nell'esame del programma». Il Movimento 5 stelle - prosegue Brunetta - è quello del blocco delle grandi opere, del no alla TAV e al Ponte sullo Stretto mentre il Partito Democratico ha sempre sostenuto i progetti di grande investimento infrastrutturale, a meno di non diventare il Pd di Emiliano che vuole la chiusura dell'Ilva e il blocco del Tap.

M5s e la smania di poltrone
"Insomma - conclude -, invitiamo gli italiani a vigilare perché la smania di poltrone degli uni e il gusto del potere degli altri stanno potrebbero costruire un altro grande imbroglio a danno delle famiglie e delle imprese italiane e disprezzando il voto dei cittadini. "Rimango convinto che si debba essere fedeli alla democrazia che ha determinato il centrodestra quale coalizione vincente e che si debba partire da quel programma, l'unico in grado di fare crescere l'Italia, ridurre la disoccupazione, diminuire le tasse, eliminare la povertà, innalzare i salari e tutelare l'interesse nazionale in Europa e nel mondo. Sarà il Parlamento a decidere se quel programma può governare il Paese nel prossimo quinquennio. Forza Italia crede che sia possibile e che ci siano forze politiche responsabili capaci di assicurare all'Italia un governo".