18 dicembre 2018
Aggiornato 15:30

Di Maio: «Fiducioso, faremo Governo. Salvini decida»

Forti della sentenza di primo grado del processo sulla trattativa Stato mafia che ha condannato Dell'Utri, ex braccio destro di Berlusconi, a 12 anni, i pentastellati sparano a zero sul leader di Forza Italia

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (ANSA)

ROMA - Mentre il Quirinale certificava come «impraticabile» l'ipotesi di una maggioranza di governo centrodestra-M5s che la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, aveva il mandato di esplorare, fuori dal palazzo il leader della Lega, Matteo Salvini, riprendeva il filo del dialogo con Luigi Di Maio. Ed ecco che quella che fino a ieri sera sembrava una vicenda chiusa - un esecutivo gialloverde - questa mattina ha ripreso quota nel giro di poche ore, le stesse in cui la seconda carica dello Stato era a colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rimettergli il mandato.

«Con Di Maio ci siamo messaggiati, padiglione per padiglione», ha fatto sapere il numero uno del Carroccio oggi parlando con i giornalisti al salone del Mobile a Milano aggiungendo che con i 5 Stelle «ostinatamente e testardamente proverò fino in fondo per riconoscere il voto degli italiani». Il leader M5s, in partenza per il Molise per la chiusura della campagna elettorale, non si è sbilanciato: «Sono fiducioso di natura, ho fiducia in Mattarella. Si è preso due giorni di riflessione, aspettiamo. Salvini insiste per un governo con noi? Ne prendo atto, io ho già detto». Di Maio ha già detto più volte, l'ultima ieri dopo il secondo giro di consultazioni con Casellati, che un governo con la Lega è pronto a farlo subito. Ma Berlusconi e Fi devono restarne fuori. Fino a ieri sembrava impossibile che Salvini mollasse il Cavaliere ma oggi tra i due si è infiammato lo scontro a distanza.

«Sentenza Stato-mafia pietra tombale su Berlusconi»
E se ieri Di Maio era pronto ad accettare l'appoggio esterno di Fi a un governo M5s-Lega, oggi quelle parole sul partito di Berlusconi pronunciate davanti alle telecamere del Senato sembrano rimosse. Forti della sentenza di primo grado del processo sulla trattativa Stato mafia che ha condannato Marcello Dell'Utri, ex braccio destro di Berlusconi, a 12 anni, i pentastellati sparano a zero sul leader di Forza Italia: «Ora il Caimano sarà ancora più nervoso. Il suo sistema di potere gli sta franando sotto i piedi», scrive Alessandro Di Battista su facebook. E Carlo Sibilia su twitter: «Dell'Utri è condannato a 12 anni. Dell'Utri è colui il quale trattava con Cosa Nostra durante il governo Berlusconi. C'è bisogno di altro per spiegare che Berlusconi è una persona che deve sparire dalla scena politica nazionale?». E se Di Maio nel suo commento decreta «la fine della seconda Repubblica» senza nominare Berlusconi è Riccardo Fraccaro, tra i suoi uomini più fidati, a metterci il carico: «Dell'Utri fece da tramite tra Cosa nostra e Berlusconi: politicamente è una pietra tombale e sull'ex Cavaliere. Ora Salvini decida».

Quanto alla premiership, dice la capogruppo alla Camera, Giulia Grillo, quella di Di Maio «per noi non è in discussione». Mentre qualche agitazione la provoca l'ipotesi di un mandato esplorativo - da vedere con quale perimetro - al presidente della Camera, Roberto Fico. «Mi sembra quantomeno suggestiva, un'ipotesi che sto leggendo ovunque ma non credo che si realizzerà questa situazione. Abbiamo votato Fico come presidente della Camera», dice Giulia Grillo ospite di Omnibus su La7 e le sue parole vengono lette da molti come un veto sulla terza carica dello Stato pentastellata. Tanto che l'ufficio stampa è costretto a precisare: «Non esiste nessun veto da parte del M5S su un eventuale mandato esplorativo che il capo dello Stato dovesse dare al presidente della Camera Roberto Fico».