29 novembre 2022
Aggiornato 19:00
Governo

Fraccaro attacca il centrodestra: «Vogliono spartizione di poltrone e premier non votato»

"Il nostro sforzo va avanti. Oltre Di Maio non c'è nessuno", afferma Riccardo Fraccaro

Riccardo Fraccaro.
Riccardo Fraccaro. Foto: ANSA/ ANGELO CARCONI ANSA

ROMA - «Il nostro sforzo non finisce qui. Andrà avanti anche stanotte, domani mattina...». Lo ha detto Riccardo Fraccaro (M5S), questore della Camera e molto vicino a Luigi Di Maio, in una intervista al Fatto quotidiano, dopo il giro a vuoto nelle consultazioni di ieri, quando a suo giudizio «tutto sembrava presagire che il centrodestra avesse capito l'importanza del momento».

Le intenzioni del centrodestra
Per Fraccaro le consultazioni hanno consentito «di comprendere le intenzioni del centrodestra: loro vogliono un governo con quattro forze politiche, guidato da un premier non votato da nessuno e in cui le poltrone dei ministeri si distribuiscono secondo una logica spartitoria». Quanto al rapporto con il centrodestra, «abbiamo parlato - ha spiegato - dell'appoggio esterno proprio per chiarire che da parte nostra non c'è mai stato l'obiettivo di dividere. Noi seguiamo il metodo del contratto di governo. E per noi la garanzia è rappresentata dal leader che ha preso più voti: se altri ci sostengono non ci possiamo, né vogliamo, opporre».

Lista dei ministri
Ma in modo nemmeno troppo velato l'esponente stellato non ha escluso neppure una revisione contrattata della lista dei ministri: «Quel leader 'garante' - domanda il Fatto - potrebbe anche portare al vostro tavolo nomi che provengano dai suoi alleati?». «Non ci siamo mai interessati alla provenienza delle idee di buon senso. A noi - ha replicato Fraccaro - non interessa da quale sensibilità partitica provengano. Noi le valutiamo sulla base della loro utilità per il Paese e della loro coerenza con i nostri principi». Resta invece indiscutibile la figura del presidente del Consiglio in pectore: «Per noi è una questione che non si pone: non c'è nessun altro oltre Luigi Di Maio. Una terza figura sarebbe il tradimento della volontà degli italiani».