Italia | Rivolta in Siria

Siria, Salvini cambia idea su Trump: «Un presidente così è un problema»

Nonostante fino ad oggi Matteo Salvini si sia mostrato più empatico che critico nei confronti di Donald Trump, con la crisi siriana qualcosa è cambiato

Matteo Salvini.
Matteo Salvini. (ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA - Quando è stato eletto, Matteo Salvini fu tra i pochi esponenti politici occidentali a festeggiare. Insieme a lui, tutto il campo dei «sovranisti», che vedevano in Trump un potenziale prezioso alleato, e colui che avrebbe sciolto i geli tra Ovest e Russia. L'apparente simpatia di Salvini per il presidente Usa si è però manifestata su altre questioni: non solo sull'immigrazione - tema sul quale condivide l'approccio del Comandante in Capo -, ma anche sulla cosiddetta «guerra dei dazi» ingaggiata da Trump contro Cina e Ue, decisione manifestamente approvata dal leader del Carroccio, che ha anche dichiarato di volerne seguire l'esempio.

Ma sulla Siria...
Ma oggi, con la crisi siriana pronta a esplodere in un vero conflitto mondiale, nel quale Usa e Russia sarebbero schierate da un lato all'altro della nuova cortina di ferro, Salvini sembra cambiare idea: «Condivido le scelte di Gentiloni. Mi permetto di dire che le sanzioni contro la Russia sono un'idiozia. Un presidente degli Stati uniti che tweetta sorridendo sul fatto che arrivano missili belli, nuovi e intelligenti è un problema e ha un problema. Gli Stati uniti sono un alleato storico con cui si può ridiscutere. Il nemico non è Putin ma il terrorismo islamico. Non voglio che l'Italia usi un solo missile per portare democrazia in giro così a caso» ha detto. Evidentemente, anche il leader leghista ha visto dissolversi all'orizzonte la speranza che Trump fosse il presidente americano destinato a riportare pace e collaborazione con la Russia di Putin.