24 settembre 2018
Aggiornato 02:00

Maroni avverte Salvini: vittoria alle urne non coincide con quella politica

L'ex governatore della Lombardia leghista parla dell'esito elettorale e del destino del centrodestra
Matteo Salvini e Roberto Maroni.
Matteo Salvini e Roberto Maroni. (ANSA / MATTEO BAZZI)

ROMA - «Per un accordo tra centrodestra e M5s, ci sono difficoltà evidenti». È questa l'analisi di Roberto Maroni, governatore uscente della regione Lombardia per la Lega, ai microfoni di '6 su Radio 1, sugli scenari possibili in vista delle prossime consultazioni che Mattarella avvierà per la formazione di un nuovo governo. «Penso sia probabile che si faccia una modifica alla legge elettorale - prosegue Maroni - introducendo un premio di maggioranza alla lista, per poi tornare subito al voto in ottobre».

Il messaggio
Poi Maroni lancia un chiaro messaggio a Salvini: la sua, osserva, con la decisione di dare una identità nazionale alla Lega, «è stata una vittoria elettorale che non sempre coincide con una vittoria politica, come ha dimostrato Renzi dall'altra parte che ha avuto una straordinaria vittoria elettorale negli anni passati e una sconfitta politica al referendum che gli ha interrotto la carriera, almeno per ora».

Il destino del centrodestra
«Mi auguro che l'evoluzione della Lega come partito nazionale non possa far venir meno la questione settentrionale, come poi si è visto dal voto, centrodestra al nord e grillini al sud», aggiunge. Maroni è convinto che la Lega non romperà l'alleanza di centrodestra per fare un governo con i Cinquestelle: «Non vedo un interesse della Lega a rompere l'alleanza. Per fare cosa poi? Diventa complicato lasciare all'opposizione i tuoi stessi alleati - osserva -. La vedo una cosa innaturale. Non credo sia possibile. Mattarella, d'altronde, alle prossime consultazioni non ha modificato lo schema delle presenze ed ha lasciato i cinque stelle alla fine. Ha dato più peso al voto della democrazia ed è un segnale interessante da leggere in vista di ciò che sarà».