22 agosto 2019
Aggiornato 19:30

PD, Delrio difende Renzi: dirigenti lo lascino in pace, non è lui il problema

Delrio propone che si parta dal percorso congressuale, per poi arrivare tra sei-sette mesi alle primarie, con un nuovo manifesto

Graziano Delrio.
Graziano Delrio. ANSA

ROMA - Il gruppo dirigente del Pd dovrebbe «lasciare in pace Renzi», che sta «diventando un alibi», mentre «il problema del Pd non è Renzi». Lo ha detto il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio durante la registrazione di 'Porta a porta'. «Renzi è un senatore del Pd che ha scelto di fare un passo indietro e chiede di essere lasciato nel suo ruolo di senatore. Come oggi mi ha chiesto di incontrarlo per parlare di altre cose fuori dalla politica...»

Sulla riunione di Roma...
Delrio minimizza la riunione nello studio privato di Andrea Marcucci: «Mi hanno chiesto di andare ad una riunione e sono andato, ma che me ne frega. Non c'è nessun complotto e nessuna area. Renzi vuole essere lasciato in pace e bisogna che il gruppo dirigente lo lasci in pace, perché sta diventando un alibi. Si guardino in faccia, facciamo un'analisi e lasicamo in pace Renzi»

Incontrop con Renzi
L'incontro nello studio di Andrea Marcucci non è un caso politico, ha sostenutopoi a 'Otto e mezzo', raccontando di avere visto anche ieri Matteo Renzi per parlare di «cose fuori dalla politica». Ha spiegato Delrio: «Come oggi mi ha chiesto di incontrarci io e lui per chiacchierare di altre cose fuori dalla politica, sono andato volentieri e abbiamo chiacchierato». L'incontro, ha spiegato, oggi è avvenuto «a palazzo Giustiniani», dove l'ex segretario Pd ha il suo ufficio da senatore.

La proposta: primarie tra sei-sette mesi
Quanto alle tappe future nel Pd, Graziano Delrio proporrà all'assemblea Pd di avviare il percorso congressuale che dovrà concludersi "tra sei-sette mesi» con le primarie. «Io personalmente proporrò che noi partiamo con il percorso congressuale: una discussione nei territori che esita tra sei-sette mesi con un nuovo manifesto del Pd. Le candidature non mi interessano, non siamo alla ricerca di un capo. Serve qualcuno che interpreti il cambiamento».