4 giugno 2020
Aggiornato 05:30
Pd post 4 marzo

Pd, Martina: «Istituire reddito universale. Così sfidiamo chi ha vinto»

Parlando a Napoli, Maurizio Martina fa il punto sulla sconfitta del Pd alle elezioni. E indica il punto di ripartenza: il Mezzogiorno

Maurizio Martina a Napoli.
Maurizio Martina a Napoli. ANSA

NAPOLI - Reddito di cittadinanza? No. Reddito universale? Sì. Il Pd prova a rimettersi in sella dopo la batosta del 4 marzo e, quasi che la campagna elettorale non fosse conclusa, tira fuori dal cappello una nuova proposta per riprendere consensi. "Abbiamo capito il messaggio e vogliamo rilanciare il nostro impegno quotidiano con grande umiltà e determinazione", dichiara il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, di fronte ai cronisti, prima di entrare nel Teatro Piccolo, il dopolavoro del partito in piazzale Tecchio a Napoli, adiacente la stazione dei Campi Flegrei. E spiega: «Il nostro impegno per il Mezzogiorno non viene meno, anzi, si rafforza. La nostra prima proposta sarà quella di istituire il reddito universale per le famiglie con figli. Vogliamo sfidare chi ha vinto».

Far tesoro del passato
Una scelta non casuale, quella di Martina di partecipare alla prima delle 6mila assemblee di circoli dei Dem in uno dei quartieri partenopei dove il partito è stato sonoramente sconfitto. "Il Pd - ha aggiunto - deve far tesoro del passato, sapere che il 4 marzo noi siamo stati sconfitti. Dobbiamo prepararci ad un'attività seria, responsabile, di minoranza, che deve contribuire dall'opposizione a sfidare chi ha vinto». Quanto ai vincitori delle politiche, Martina dice che "usano ancora linguaggi da campagna elettorale» e, invece, «il Paese ha bisogno di risposte", per questo "non accetteremo balletti e tatticismi esasperati come quelli che vediamo in queste ore da parte di chi ha vinto». La 'sfida' parte dalla prima proposta di un Pd all'opposizione: quella «dell'assegno universale per le famiglie con figli. È una proposta necessaria, giusta, un intervento possibile». Martina ribadisce l'importanza di muoversi sul terreno della concretezza, «a partire dai giovani, dal lavoro, dalla famiglia. Vogliamo sfidare chi ha vinto perché pensiamo di avere le risposte giuste».

Non risposte facili
«Non ho risposte facili. Chiedo una mano a tutti. Pluralità è unita devono stare insieme in un grande partito. Dobbiamo rompere i meccanismi autoreferenziali che abbiamo vissuto ovunque, non solo qui» continua il segretario reggente del Pd.  Martina ammette la pesante sconfitta, usa ripetutamente la parola la «umiltà». Rivendica, al contempo, con orgoglio il lavoro fatto negli ultimi tre governi della legislatura appena finita: «Sento il peso della responsabilità che il Pd si è assunto in questi anni con le esperienze di governo. Da quello di Letta a quelli di Renzi e di Gentiloni. È stata una pagina utile e positiva nell'esperienza del centrosinistra».

'La destra? Ha saputo cambiare pelle prima di noi'
Ampia l'analisi sulla vittoria di una parte specifica del centrodestra. «La destra ha saputo cambiar pelle prima di noi - dice - riuscendo a comprendere i bisogni di identità e di protezione che sono scaturiti dalla seconda fase della globalizzazione». Per Martina è stata questa consapevolezza alla base del «prima gli italiani» di Salvini. «Un grande tema - sottolinea - che la nostra comunità non ha colto». Ribadisce più volte che fare l'opposizione per il Pd "non è una resa o un 'rompete le righe'». «Da Napoli - ha concluso - dico: non possiamo rinunciare. Dobbiamo lavorare insieme sfidando anche questo sindaco per una proposta di cambiamento della città».

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