20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Pd e dintorni

Pd, il tracollo del 4 marzo gli costerà 19 milioni (e l'addio al Nazareno?)

Non solo crisi politica: con le elezioni del 4 marzo il Pd dovrà affrontare anche una crisi economica. Ecco perché

Il Nazareno, sede del Partito Democratico.
Il Nazareno, sede del Partito Democratico. ANSA

ROMA - Il flop alle urne costerà caro al Pd, e non solo in termini prettamente "politici": ma anche economici. Il Corriere della Sera ha infatti calcolato il mancato incasso del Nazareno per la legislatura che sta per iniziare, e si tratta di una cifra cospicua: ben 19 milioni di euro. Il motivo? Si tratta della prima legislatura con l'azzeramento dei rimborsi elettorali dallo Stato. Secondo lo statuto del Pd, ogni parlamentare elettoogni mese deve versare al partito un contributo di circa 1.500 euro. In questa legislatura, i contributi hanno superato i 34 milioni, visto che i dem contavano 378 parlamentari, tra deputati e senatori.

Addio Nazareno?
Questa legislatura, invece, vedrà in Parlamento 165 deputati e senatiori del Pd: ciò significa che i contributi versati dagli eletti in cinque anni saranno 14,8 milioni. È probabile che il Partito dovrà cercare di attuare una seria spending review, con nuovi tagli a raffica. E chissà che questi tagli non potrebbero riguardare la stessa sede del Nazareno, tanto simbolica per questa passata legislatura. Una sede tutt'altro che economica, visto che l'affitto ammonterebbe a mezzo milione di euro per un immobile da tremila metri quadri in via Sant’Andrea delle Fratte. Il Nazareno sorge infatti in un palazzo secentesco che ospitava la più antica scuola di Roma. La scelta ricadde sull'edificio nel 2009, quando Dario Franceschini prese le redini del partito, e sostituì il loft affacciato sul Circo Massimo scelto da Veltroni, considerato troppo scomodo per raggiungere Camera e Senato.

Dipendenti a rischio?
Secondo il Corriere, in autunno scadrà anche la cassa integrazione a rotazione per i 180 dipendenti. E anche se il tesoriere Francesco Bonifazi dovrebbe riuscire a chiudere il bilancio 2017 con un attivo di circa un milione e mezzo, quei 19 milioni in meno potrebbero pesare, al punto che, per tappare il buco, potrebbe essere necessario quasi dimezzare il numero dei dipendenti. Alla Camera il Pd aveva 135 dipendenti tra giornalisti, funzionari e segretari, che a fine legislatura per prassi escono con il licenziamento collettivo. Si consideri che il contributo che la Camera assegna ai gruppi è di 49 mila euro a deputato: è chiaro che la somma che tocca alle forze politiche è proporzionale al numero di eletti. E visto che i dem rientrano in Parlamento, da queste elezioni, con quasi 180 deputati in meno, la perdita è di 8,5 milioni di euro in meno. Una fonte di liquidità, per il Pd, sono però i morosi.  Scrive il Corriere che Pietro Grasso debba al Pd circa 85 mila euro.