Italia | Elezioni politiche 2018

Brunetta apre alla presidenza Pd di una delle due Camere

«Queste elezioni le ha vinte il centrodestra unito, la coalizione», ma non è detto che si possa scegliere una strada diversa

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta
Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - "Queste elezioni le ha vinte il centrodestra unito, vale a dire la coalizione, e quindi è giusta l'affermazione di Salvini quando dice 'le presidenze di Camera e Senato vanno a chi è stato votato dal popolo sovrano'. Però il popolo sovrano ha votato il Movimento 5 stelle e il centrodestra unito, quindi ha perfettamente ragione anche Berlusconi quando dice che è il centrodestra il soggetto che deve essere rappresentato nella presidenza delle Camere, e all'interno del centrodestra si deciderà chi sarà la figura più adatta». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a 'Circo Massimo', su Radio Capital. "Però il centrodestra potrebbe anche dire 'diamo una presidenza delle Camere al Partito democratico', nella linea di un percorso da costruire, di un appoggio esterno ad un prossimo governo. Ma il soggetto, anche in questo caso, è il centrodestra, la coalizione intera", ha concluso. Il calendario prevede l'insediamento delle Camere il 23 marzo, e l'elezione del presidente del Senato e del presidente della Camera. A quel punto il Parlamento è operativo, e l'operatività è legata soprattutto all'economia, al Documento di economia e finanza: "Il nuovo Parlamento - continua Brunetta - deve dare gli indirizzi al governo uscente, perché l'Europa, gli italiani, i mercati devono capire da che parte si andrà. Questa fase l'ho definita come l'incubatore della nuova maggioranza". 

Salvini: "Non ho chiesto il voto degli italiani per fare il presidente del Senato"
Dal canto suo Matteo Salvini ha messo i puntiti sulle i dicendo che non ha chiesto il voto degli italiani per fare il presidente del Senato. Così ha replicato a margine di un incontro della Scuola politica della Lega, e riguardo i nomi di Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli che circolano in queste ora come possibili candidati alla seconda carica dello Stato, Salvini non ha voluto commentare: "Abbiamo 183 parlamentari".

"Dobbiamo trovare i numeri in Parlamento». E sull'alleanza M5s-Lega...
"In tutti questi giorni i commentatori si sono lambiccati nel fare le varie combinazioni prescindendo dai programmi, prescindendo dai contenuti, prescindendo dalle storie politiche. Ecco, questo penso sia un esercizio che non si possa fare, perché ciascuno poi deve rendere conto alla propria base politico-elettorale e alla propria storia». E su un'alleanza M5S-Lega dice chiaramente che lo vedrebbe come "un matrimonio molto, molto difficile dal punto di vista politico, programmatico, delle singole basi». Una Lega votata soprattutto al Nord che si allea con un partito votato soprattutto al Sud? "Non mi sembra un'opzione percorribile".Riguardo al Partito democratico all'opposizione, Brunetta rassicura gli animi: "Non è mica una tragedia, noi siamo stati all'opposizione per quasi tutta la legislatura che si sta per chiudere. E' il sale della democrazia: c'è chi vince e c'è chi perde». Ma c'è anche una terza ipotesi: "C'è chi vince, come ha fatto il centrodestra in queste elezioni, ma non ha tutti i voti per governare, e dunque deve trovare appoggi in Parlamento tra chi ha perso. È successo in fondo con le larghe intese all'inizio della legislatura, ma poi è finita male, è successo infinite volte nella prima Repubblica, astensioni, non sfiducia, il tutto per consentire al Paese di essere governato». Quindi, chi ha vinto ha il diritto di governare "però ha il dovere di avere anche i numeri, e quindi il Parlamento è fatto proprio per trovare questi numeri che mancano" ha concluso.

Bannon: "Ecco perché il vero vincitore è Salvini"
Entra a gamba tesa nel dibattito post voto anche l'ex consigliere di Trump Steve Bannon, in un intervista con il direttore della Stampa Maurizio Molinari in cui definisce l'Italia il "la forza trainante" del nazional-populismo. "Il mio sogno è di veder governare assieme Lega e M5S, espressioni diverse dello stesso fenomeno", che "superano, assieme ad altre formazioni minori, la metà dei votanti" ha detto. Ammette di preferire Salvini, "perché rappresenta il Nord, ovvero tre quarti del Pil nazionale, mentre Di Maio propone il reddito di cittadinanza, una versione dell'economia sussidiata, che manderà in fallimento le casse pubbliche in meno di due anni». Per Bannon, "la realtà è che Di Maio guarda a sinistra, vuole essere come Obama e Macron e cerca per questo l'intesa col Pd, mentre Salvini sta con il popolo, ha un cuore, essendo stato comunista e pensa solo a combattere libero commercio e migranti». Se Salvini governerà con i Cinque stelle - ha osservato ancora Bannon - sarà lui la forza trainante, se Salvini resterà all'opposizione potrà rivendicare il merito di aver sconfitto i corrotti come Berlusconi, se vi sarà un governo di unità nazionale sarà sempre Salvini ad imporre gli obiettivi a cuore al ceto medio. In ogni caso, "nel futuro d'Italia c'è la Lega, che strapperà voti al Sud ai Cinquestelle grazie alle posizioni sui migranti".