22 settembre 2018
Aggiornato 01:00

Ma quale trionfo? La Boschi fa crollare il centrosinistra a Bolzano

Maria Elena Boschi l'ha spuntata anche grazie alla sua candidatura strategica a Bolzano in un collegio blindato. Ma chi parla di trionfo dovrebbe guardare i dati del 2013
La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.
La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. (ANSA / LUIGI MISTRULLI)

BOLZANO - Ha fatto scalpore, la candidatura di Maria Elena Boschi a Bolzano, in Alto Adige, immediatamente intepretata da commentatori e forze politiche come una strategia «riparatrice», volta a far rieleggere la sottosegretaria nota per lo scandalo Etruria in un collegio tradizionalmente rosso e poco avvezzo alle polemiche politiche. Così è stato: Boschi è tra i leader del Pd che ha sventato la decapitazione politica avvenuta per tanti altri big del partito in tanti altri collegi. Ma chi vi parla di trionfo non considera bene i numeri: perché è vero, come ampiamente atteso, Boschi è stata rieletta, ma con un risultato, a Bolzano, decisamente lontano al 2013.

Dal 2013 un tracollo
La sottosegretaria - prendiamo in esame la Camera - ha conquistato il 41,23% dei consensi, staccando Michaela Biancofiore, al 24,99%, e Filomena Nuzzo, la grillina al 20,55 per cento. Ma questo 41,23% dei voti è così composto: buona parte dei voti, il 24,79%, arriva da Svp - partito locale che sostiene il Pd - ; il 12,93% giunge dal Pd; il 2,47% da +Europa, e le ultime briciole dagli altri partiti della coalizione. Nel 2013, a Bolzano il Pd aveva ottenuto tutt'altro risultato. All'epoca, la coalizione di centrosinistra guidata da Pierluigi Bersani conquistò ben il 58,9% dei voti. Certo, anche allora il voto era "composto": il 44,2% dei voti arrivato dalla Svp; il 9,5% dal Pd e il 5,2% da Sinistra e Libertà. Resta il fatto che si trattava del 18% dei voti in più...