18 settembre 2018
Aggiornato 19:00

Salvini candida Bossi a Varese: lontani i tempi del «parricidio» di Pontida

Umberto Bossi capolista per la Lega a Varese, nel listino plurinominale proporzionale per il Senato
Il segretario della Lega Matteo Salvini stringe la mano al fondatore del partito Umberto Bossi
Il segretario della Lega Matteo Salvini stringe la mano al fondatore del partito Umberto Bossi (ANSA)

VARESE - Lontani i tempi del parricidio di Pontida: Umberto Bossi oggi è capolista per la Lega a Varese, nel listino plurinominale proporzionale per il Senato. Matteo Salvini cede così alle pressioni di colleghi e simpatizzanti e candida il Senatur. Il fondatore del Carroccio avrebbe firmato l’accettazione della candidatura già due giorni fa in via Bellerio. Anche se, secondo il regolamento, l’ultima parola sulle candidature spetta comunque al segretario, a Salvini, che comunque, secondo quanto si apprende dalle prime indiscrezioni, avrebbe già dato il suo assenso. «Bossi - ha detto il segretario del Carroccio a "Circo Massimo" su Radio Capital - è il padre della Lega. E a lui, come a tutti i candidati, chiederò se c'è condivisione del progetto della Lega, che si presenterà in tutta Italia».

Pace fatta?
Dunque i giochi sembrano fatti, anche se Salvini sembra voler comunque mettere i puntini sulle i rispetto al programma. Il termine per la presentazione delle liste scade mercoledì, quindi solo allora si saprà con certezza se tra il fondatore e il suo «figlioccio» è tornato a scorrere buon sangue, oppure no. Buon sangue poi si fa per dire, visto che pare quantomeno ovvio che la decisione di Salvini di candidare Bossi a Varese sia una sorta di contentino dato agli elettori del Nord dopo i non pochi mal di pancia legati alla cancellazione della parola «Nord» dal simbolo.

Il veto a Fava e Pini
Pare anche che, in cambio del sì a Bossi, Salvini abbia posto un chiaro veto nei confronti di due tra i principali esponenti del dissenso interno al partito: Gianni Fava, che non sarà ricandidato in Regione, e Gianluca Pini, parlamentare uscente che difficilmente si ripresenterà in Emilia. Era stato proprio l'attuale assessore lombardo ea lanciare la sfida aperta a Salvini durante il congresso, in netto contrasto con la linea sovranista del partito fortemente voluta da Salvini.