23 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Elezioni politiche 2018

Elezioni, 75 simboli ammessi su 103 (scartato lo scudo crociato della Dc)

Il Viminale ha ammesso alle elezioni politiche del 4 marzo 75 simboli elettorali dei 103 che sono stati depositati

ROMA - Il Viminale ha ammesso alle elezioni politiche del 4 marzo 75 simboli elettorali dei 103 che sono stati depositati entro il termine di domenica scorsa. Lo ha reso noto lo stesso ministero degli Interni informando anche che in 19 casi i depositanti sono stati invitati entro 48 opre a modificare il simbolo o a integrare la documentazione, con particolare riferimento alle regole sulla trasparenza. Mentre a 9 contrassegni non verrà consentita la presentazione di liste. I simboli ammessi sono stati affissi nella bacheca al piano terra del Viminale.

Liste entro l'8 febbraio
A norma della nuova legge elettorale, inoltre, in nome della trasparenza massima entro 10 giorni sul sito del ministero nella sezione dedicata «Elezioni trasparenti» saranno pubblicati per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato che ha presentato le liste il contrassegno depositato, con l’indicazione del soggetto che ha conferito il mandato per il deposito; lo statuto ovvero la dichiarazione di trasparenza depositati; il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica depositati. Nella medesima sezione, entro l’ 8 febbraio – a dieci giorni dalla scadenza del relativo termine di presentazione- dalla scadenza del termine di presentazione delle liste dei candidati, saranno pubblicate per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato, le liste di candidati presentate per ciascun collegio.

Non ammesso lo scudo crociato, Margherita senza lista
Il simbolo della Margherita non potrà essere associato ad alcuna lista di candidati alle elezioni politiche del 4 marzo. Così come al momento risultano respinti dal Viminale, salvo modifiche grafiche e/o integrazioni, lo Scudo crociato Libertas usato dalla Dc e riproposto per le politiche dal vincente della disfida giudiziaria Giovanni Fontana. Sono alcuni fra i primi verdetti sui simboli elettorali contenuti nella bacheca al piano terra del ministero degli Interni. La quale comunica anche, fra l’altro, che fra i simboli al momento bocciati, salvo revisioni, ci sono quelli dell’Msi, del Movimento politico dei Forconi, della «Lega per l’Italia».