Italia | Elezioni politiche 2018

Villaggio Rousseau, è il "Di Maio Day": attesa per i 20 punti "per chi ci sta"

Terza e ultima giornata del Villaggio Rousseau all'Aurum di Pescara, dove Luigi Di Maio annuncerà i 20 punti programmatici su cui costruire le "convergenze"

Il candidato premier M5S Luigi DI Maio
Il candidato premier M5S Luigi DI Maio (ANSA/ Massimo Percossi)

PESCARA -  Terza e ultima giornata del Villaggio Rousseau all'Aurum di Pescara, una ex fabbrica di liquori adibita a centro congressi, dove sono riuniti oltre mille fra attivisti, amministratori locali e parlamentari del Movimento 5 stelle per una serie di incontri di "formazione" sul programma. Ieri Luigi Di Maio, candidato premier e «capo politico» della nuova Associazione M5S, ha firmato una nota congiunta con il fondatore e garante Beppe Grillo, per accusare la stampa di inventare le divisioni fra loro sul tema delle alleanze. Le due visioni, in effetti, le due «anime» del Movimento, convivono ormai pacificamente anche se con qualche mugugno.

Impedire gli inciuci
Obiettivo del M5S è quello di impedire «il grandissimo inciucio, da LeU a Maroni» del quale ha parlato il popolare deputato Alessandro Di Battista, apparso a Pescara e lungamente impegnato di fronte alle telecamere. Di Battista ha fissato una ipotetica asticella elettorale del 38 per cento che a suo dire renderebbe inevitabile il conferimento dell'incarico di governo al M5S e quindi a Di Maio. Di rilievo nella giornata di ieri la comparsa del sociologo Derrick de Kerkhove, studioso della società digitale, che ha lanciato un allarme sulla democrazia diretta, che lui giudica «pericolosa», per poi precisare che non si riferiva ai progetti del M5S. E in serata Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau, braccio operativo del M5S, ha spiegato agli attivisti, nella sessione dedicata alla cittadinanza digitale, che il sistema Rousseau attraverso il quale gli iscritti stellati votano, si mobilitano e discutono leggi e programmi «più che una democrazia diretta è un modello che va verso una democrazia partecipata».

Di Maio vs. Berlusconi
Sul terreno della campagna elettorale, ieri Di Maio ha replicato a Berlusconi durante una visita al calzaturificio Nerogiardini nelle Marche, rivendicando il sostegno degli imprenditori al M5S. Ed ha accusato il leader del Pd Matteo Renzi di strumentalizzare il tema dei vaccini contro il movimento. Oggi l'evento clou, la chiusura affidata a Di Maio che dovrebbe dare l'annuncio dei vincitori delle "parlamentarie", le selezioni on line dei candidati: sono centinaia, probabile, si dice a Pescara, che nomini solo qualche capolista e qualche altro nome "esterno" dopo quelli annunciati nelle scorse settimane come il comandante Gregorio De Falco, reso famoso dal suo intervento in occasione del naufragio della Costa Concordia, o i giornalisti Gianluigi Paragone ed Emilio Carelli. L'elenco completo invece dovrebbe comparire sul blog, che nel frattempo sta compiendo la sua transizione da «blog di Grillo» a «blog delle stelle», nel quadro del processo di allontanamento del fondatore dalla gestione diretta e dalla responsabilità legale delle strutture della sua creatura politica.

Villaggio Rousseau, un successo
Intanto, sul blog di Beppe Grillo si canta già vittoria. A Pescara, si legge, «le prime due giornate del Villaggio Rousseau sono andate alla grande. Hanno partecipato più di mille persone. Abbiamo parlato di ambiente, agricoltura, salute, digitalizzazione, trasporti e tlc, giustizia, banche, fisco, immigrazione ed esteri, sviluppo economico, energia, lavoro, difesa, sicurezza e affari costituzionali»

Convergenze, non alleanze
E in attesa dell'ufficializzazione del programma, in un'intervista al Corriere della Sera Di Maio torna a parlare di alleanze e dei possibili scenari post- voto: «Per chiarire una volta per tutte: faremo convergenze programmatiche e non alleanze». «Avremo venti punti, tra cui ridurre le tasse a imprese e lavoratori, dare incentivi concreti alle famiglie con figli, non permettere mai più che un italiano o un pensionato viva sotto la soglia di povertà, liberare le imprese dalla burocrazia, combattere seriamente la corruzione, tagliare sprechi e privilegi per investirli in settori ad alto moltiplicatore per dimezzare subito la disoccupazione giovanile. E allora vedremo chi vorrà dire no a questi punti», conclude Di Maio.