25 settembre 2018
Aggiornato 17:30

M5s: Grillo «adulto» esce dal simbolo, ma vola a Roma assieme a Casaleggio per l'assist a Di Maio

Il nome di Grillo esce dal simbolo del Movimento 5 stelle ma il fondatore e garante arriva a Roma per mettere il sigillo sulla corsa elettorale di Di Maio
Beppe Grillo con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio durante la presentazione dei simboli elettorali al Viminale
Beppe Grillo con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio durante la presentazione dei simboli elettorali al Viminale (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Il nome di Beppe Grillo esce dal simbolo del Movimento 5 stelle ma il fondatore e garante arriva a Roma per mettere il sigillo sulla corsa elettorale di Luigi Di Maio e per ribadire la linea sulle alleanze: nessun accordo dopo il voto. Palazzo del Viminale, 7.40 del mattino, una lunga coda si è già formata fuori dal cancello. Sono i rappresentanti di partiti e liste in attesa di poter depositare il simbolo. Parcheggiato davanti al Ministero dell'Interno c'è un van con i colori del Movimento. Dentro ci sono Grillo, Davide Casaleggio e il candidato premier Maio, fuori una piccola folla di fotografi, giornalisti e operatori. I tre escono e salgono veloci le scale che portano al palazzo, redarguiti da chi è in fila. "Abbiamo il numerino", replica Grillo, perché già da tempo in attesa ci sono i militanti pentastellati. All'interno depositano il simbolo e il programma in ufficio. Grillo si ritrova accanto al leghista Roberto Calderoli. "In che rapporti siamo con Calderoli?", chiede ai suoi, aggiungendo poi: "Non sono come noi loro, per favore eh...». Nel simbolo non c'è più il nome del fondatore: l'indirizzo Internet del suo blog è stato sostituito da quello 'ilblogdellestelle.it', nuovo segno del passo di lato del comico dal Movimento che, spiega, è entrato "nella fase adulta".

Grillo: "Casaleggio guarda in camera, con il tuo sguardo magnetico prendiamo 2 milioni di voti in più"
A Di Maio, all'uscita, spetta la dichiarazione ufficiale: "Abbiamo presentato - dice alle telecamere - il simbolo della prima forza politica del Paese, ora iniziano gli ultimi giorni, le ultime settimane: vogliamo andare a governare il Paese, andremo a governare il Paese». "Siamo - ha detto Grillo - nella fase adulta del movimento, ma guardateli, guardateli quanto sono belli». Grillo si è poi diretto a piedi verso l'ingresso del ministero circondato da una piccola folla di giornalisti e operatori e all'ingresso del palazzo è stato redarguito da alcune delle persone in fila per il deposito dei simboli. "Tutti in fila, il primo che arriva deposita il simbolo, ci saranno 85 simboli Cinque stelle, sarà bellissimo", ha ironizzato con i giornalisti.

Il personaggio è sempre lui
Ma il personaggio mediatico è ancora Grillo, che improvvisa il suo show. "Casaleggio guarda in camera, con il tuo sguardo magnetico prendiamo 2 milioni di voti in più", scherza con i giornalisti e i fotografi, che invita poi ad "andare a casa, non avete degli affetti?" Ma scherzando e ridendo, Grillo non rinuncia a dare la linea. In caso di vittoria quello targato M5s sarà, spiega, "un governo tecnico-politico, dietro a un politico c'è sempre uno staff tecnico".

No alle alleanze
Ma netta chiusura a ogni alleanza, con il Pd come con chiunque altro. "Perché - risponde ai cronisti fate domande che non hanno senso? Sarebbe come dire che un panda un giorno potrà mangiare carne cruda, noi mangiamo solo cuore di bambù. Non ci sono forze politiche, l'unica forza politica nuova siamo noi». Adesso mancano programma e liste, che saranno presentate domenica nella kermesse di Pescara, dopo le polemiche su presunti errori, "cancellazioni" e disservizi nelle Parlamentarie. "Può darsi" che qualcosa sia andato storto, ammette Grillo, e "se ci sono degli errori recupereremo", assicura il garante.

La firma mancante
C'è stato anche un piccolo fuori programma al ministero dell'Interno: dopo aver presentato il simbolo, Di Maio è tornato improvvisamente al Viminale avvisato probabilmente dal senatore M5S Vito Crimi (presente al ministero) di un "piccolo problema" nella documentazione allegata al deposito dei contrassegni elettorali. Poco dopo che Grillo e Di Maio avevano lasciato il Dicastero, era infatti stato un commesso del ministero ad avvicinarsi a Crimi e a chiedergli se poteva verificare questo "piccolo problema", probabilmente una firma mancante sui documenti. Il simbolo del Movimento 5 Stelle era stato regolarmente affisso nella bacheca, nella quarta posizione, ma Di Maio è quindi tornato al Viminale per verificare e risolvere la situazione, allontanandosi poi da un'uscita posteriore senza fornire spiegazioni ai molti cronisti presenti.