22 settembre 2018
Aggiornato 05:00

M5S, Di Maio e Grillo al Viminale per presentare il simbolo (con fuori programma)

Luigi Di Maio e Beppe Grillo hanno depositato il simbolo e il programma del Movimento al Viminale
Beppe Grillo e Luigi Di Maio davanti al Viminale con il simbolo del Movimento Cinque Stelle.
Beppe Grillo e Luigi Di Maio davanti al Viminale con il simbolo del Movimento Cinque Stelle. (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - «Abbiamo presentato il simbolo della prima forza politica del paese, ora iniziano gli ultimi giorni, le ultime settimane». È un Luigi Di Maio orgoglioso quello che si mostra alle telecamere dopo aver depositato al Viminale con Beppe Grillo il simbolo e il programma del Movimento. «Vogliamo andare a governare il paese, andremo a governare il paese» annuncia. Quindi, un fuori programma al ministero dell'Interno: dopo aver presentato il simbolo del Movimento, il candidato premier pentastellato è tornato improvvisamente al Viminale, avvisato probabilmente dal senatore M5S Vito Crimi (presente al ministero) di un «piccolo problema» nella documentazione allegata al deposito dei contrassegni elettorali. 

Fuori programma
Poco dopo che Grillo e Di Maio avevano lasciato il Dicastero, era infatti stato un commesso del ministero ad avvicinarsi a Crimi e a chiedergli se poteva verificare questo «piccolo problema», probabilmente una firma mancante sui documenti. Il simbolo del Movimento 5 Stelle era stato regolarmente affisso nella bacheca, nella quarta posizione, ma Di Maio è quindi tornato al Viminale per verificare e risolvere la situazione, allontanandosi poi da un'uscita posteriore senza fornire spiegazioni ai molti cronisti presenti. Nel simbolo, oltre alla scritta Movimento 5 Stelle, c'è indicato il sito internet "ilblogdellestelle.it". 

Leggende
«Si è alimentata la leggenda che il Movimento deve sempre fare un referendum per prendere una decisione. Io mi presento alle elezioni con un programma di un centinaio di pagine che presenteremo domenica a Pescara. Sulle cose imprevedibili che non hanno il tempo di consultazioni io assicuro che una telefonata a De Benedetti prima di fare un decreto non la faccio» ha affermato Di Maio a L'Aria che tira su La7. Mentre, sulle eventuali alleanze post-voto, il candidato osserva: «è un dibattito che non esiste perchè non sappiamo quali sono le composizioni dei gruppi parlamentari, D'Alema forse sta già dicendo che si alleerà con Berlusconi?» 

Squadra di governo
E poi promette: «Prima delle elezioni politiche presenterò la mia squadra di governo, gli italiani devono sapere prima chi abbiamo scelto: queste persone non sono patrimonio del Movimento ma del paese - ha spiegato il candidato premier del M5S -. Detto questo se non dovesse esserci una maggioranza noi faremo un appello pubblico a a tutti e chiederemo quali sono le priorità per gli italiani poi andremo dal presidente della Repubblica». Quanto ad un governo del Presidente Di Maio insiste: «Credo sia irrituale che il Presidente della Repubblica chiami una persona a risolvere il problema, proverà a dare il mandato a chi ha già una maggioranza. Ma io credo anche che noi possiamo andare oltre ogni immaginazione a queste elezioni».

Il contratto con gli italiani
«Ho portato il contratto con gli italiani di Berlusconi nel 2001, ieri è venuto qui e ha fatto di nuovo le stesse promesse, la flat tax la prometteva addirittura nel 94, firmereste ancora un contratto con chi vi ha truffato? Io metto in guardia gli italiani: siamo ancora alle stesse promesse, Berlusconi è un truffatore politico» ha poi attaccato il leader pentastellato. «Poi dal punto di vista legale è stato anche condannato per frode fiscale, forse Salvini ha risolto il problema della leadership del centrodestra», ha aggiunto Di Maio.