7 dicembre 2019
Aggiornato 05:00

Calenda a Renzi: «Se spieghiamo la complessità per il 4 marzo non ce ne è per nessuno»

Il sottosegretario a tutto campo: «No a 'fuga dalla realtà' e a reddito cittadinanza. Impensabile percorso con Berlusconi. In Lombardia mi spendo per Gori»

L'ex Premier e Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi
L'ex Premier e Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi ANSA

MILANO - «Caro Matteo, penso che se abbiamo la forza di stare contro la corrente dell'abolizione e della semplificazione dei messaggi, e recuperare la forza della complessità e della spiegazione, al 4 di marzo non ce ne è per nessuno». Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Carlo Calenda, parlando al Teatro Parenti di Milano alla manifestazione «Milano, Lombardia, Italia: obiettivo governo», organizzata a sostegno della candidatura di Giorgio Gori alla presidenza della Regione, rivolgendosi al segretario Pd seduto in prima fila.
Quella delle elezioni politiche «è una battaglia durissima», ed è «una battaglia che non possiamo combattere per la rottamazione e l'abolizione, nè possiamo andare con il flusso.. Noi dobbiamo continuare a remare controcorrente» perchè «il nostro non è stato un governo di abolizione o di rottamazione, è stato un governo di costruzione, e Matteo Renzi ha guidato questa spinta».

No al proposte fuga dalla realtà e reddito di cittadinanza
Calenda ha criticato le proposte «fuga dalla realtà» avanzate dal centrodestra, e il reddito di cittadinanza dei Cinque Stelle, «un'idea brutta della dignità dei cittadini», che la fa dipendere «da una mancetta e non dal lavoro». E ha rivendicato invece il Jobs Act, il piano Industria 4.0, ricordando i dati positivi del 2017. Rivendicando anche le battaglie per la difesa dell'italianità delle aziende: «Non voglio restare con le braghe calate a vedere che ci comprano le aziende. Non parlo degli investimenti, parlo degli investimenti predatori. A me non interessa di chi è Mediaset, ma di fronte a una scalata ostile si difende un'azienda italiana».
Calenda ha poi ricordato il 'manifesto' pubblicato sul Sole 24 Ore insieme a Bentivoglio, sottolineando: «Nessun Paese è fatto solo di eccellenze e vincitori, c'è anche chi perde. Per questo ho proposto di costruire un grande fondo per gli 'aggiustamenti' in risposta alla globalizzazione».

Impensabile percorso con Berlusconi dopo 4 marzo
«Ho sentito Berlusconi in tv, devo dire che uno meno lo sente e più tranquillo è. Spazziamo via l'idea che sarà recuperabile dopo il 4 di marzo un percorso con quel tipo di proposta».

In Lombardia mi spendo per Gori
Carlo Calenda scende in campo a favore di Giorgio Gori in Lombardia «anche contro l'idea di una sinistra identitaria per cui se uno ha fatto il manager non può esere di centrosinistra. Non ho mai votato nella mia vita per il centrodestra. Ho votato una volta per me, e ho pure perso...». E spiega: «Ho votato sempre per centrosinistra, ma mai pienamente convinto. Stavolta voterò centrosinistra pienamente convinto».
«La battaglia in Lombardia sarà importante per quello che succederà in Italia il 4 di marzo. E' difficilissima per il centrosinistra che combatte controcorrente, che crede nei valori delle liberaldemocrazie. Per questo mi spenderò per Gori».