8 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Vaticano

Il Papa ai Fedeli: «Ricordare il battesimo, la data del grande perdono»

Il Papa invita tutti a cercare la data in cui siamo stati battezzati, il giorno in cui Dio ci ha donato lo Spirito santo e in cui ha perdonato i nostri peccati

Papa Francesco: «Il battesimo è la carta d'identità del credente»
Papa Francesco: «Il battesimo è la carta d'identità del credente» ANSA

ROMA - «Non posso chiedervi se ricordate il giorno del Battesimo, perchè si è troppo piccoli quando lo si riceve, ma vi chiedo: sapete qual è la data del vostro Battesimo? Se non lo sapete tornando a casa chiedete a mamma, a papà, ai nonni, ai padrini e alle madrine. Perchè quella è una data da ricordare sempre. E' il giorno in cui abbiamo ricevuto lo Spirito Santo». Lo ha detto papa Francesco ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per l'Angelus nella giornata in cui il pontefice ha battezzato nella Cappella Sistina 34 neonati.
«Non dimenticate questo compito a casa che vi dò - ha ribadito dopo l'Angelus - accertare qual è la data del vostro battesimo».

IL SALUTO AI FEDELI - Quindi il Pontefice ha salutato i fedeli «provenienti dalla Corea del Sud e quelli di Biella. Anche quest'anno, nell'odierna festa del Battesimo di Gesù, ho avuto la gioia di battezzare alcuni bambini - detto - . Su di loro, e su tutti i bambini che sono stati battezzati recentemente, invoco la materna protezione della Madre di Dio, perché, aiutati dall'esempio dei loro genitori, dei padrini e delle madrine, crescano come discepoli del Signore. A tutti auguro una buona domenica e un buon cammino nell'anno da poco iniziato, grazie alla luce che ci ha donato Gesù nel suo Natale. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me».

FEDE E DIALETTO - «Tocca a voi genitori trasmettere la fede. Ma la fede si trasmette prima di tutto in dialetto, in famiglia, quello che si usa fra papà e mamma, fra nonno e nonna». Lo ha detto papa Francesco parlando ai genitori dei 34 neonati che sta battezzando stamane nella Cappella Sistina. Parlando nell'omelia della messa, il pontefice ha spiegato: «Poi arriveranno i catechisti a sviluppare questa prima trasmissione, con idee, con le spiegazioni e gli insegnamenti, ma se manca il dialetto, se a casa non si parla fra i genitori quella lingua dell'amore la trasmissione della fede non si potrà fare. Non dimenticatelo».