25 settembre 2020
Aggiornato 08:30
Elezioni Politiche 2018

Grasso: «Lotteremo per i molti»

Il leader di «Liberi e Uguali» interviene all'assemblea nazionale delegati: «Le tutele non servono a nulla se non c'è il lavoro»

ROMA - «La nostra sfida è proprio questa: creare lavoro: un lavoro che abbia dignità e garanzia. Lotteremo per i molti, non per i pochi. Molti vivono alle soglie della povertà, molti sono costretti a rinunciare ad adeguate cure mediche, molti non possono proseguire gli studi, molti chiudono attività che mantengono decine di famiglie, molti si barcamenano tra contratti senza tutele e lavori pagati a cottimo, molti hanno paura del futuro. Lo dico senza giri di parole: noi siamo dalla loro parte, senza se e senza ma». E' uno dei passaggi più applauditi del discorso pronunciato dal leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso davanti alla platea dei delegati all'assemblea nazionale del partito, in corso a Roma. Per i molti, non per i pochi, è una citazione mutuata dallo slogan 'For the many, not the few', scelto da Jeremy Corbyn, il leader radicale laburista inglese.

Durante il suo intervento, centrato sui temi del lavoro, dei giovani, della cultura e dell'ambiente, Grasso ha avanzato la proposta di rendere l'Università pubblica italiana gratuita. «Scuola e ricerca - ha detto - sono il miglior intervento che si possa fare». Poi ha ricordato un suo recente incontro a Pavia: «ho incontrato una ragazza che stava uscendo dall'università, quasi piangendo. Mi son fermato e ho detto cosa succedeva. Mi ha detto: non ce la faccio più, devo abbandonare gli studi, i miei non mi possono più mantenere, devo andarmi a trovare un lavoro. Sono nell'elenco degli idonei per avere l'esenzione delle tasse, ma mi rispondono: non ci sono risorse».

«Bene - sottolinea il leader di Leu - non ho alcun dubbio, partiamo da una proposta concreta, vera, realizzabile: ci chiedono sempre i costi? Ecco i costi. Ci costa 1,6 miliardi di euro, un decimo dei 16 miliardi di euro che il nostro Paese spreca ad esempio per sgravi fiscali e sussidi indiretti ad attività dannose per l'ambiente, secondo dati ufficiali del ministero dell'Ambiente. Aboliamo le tasse universitarie!».

«Le tutele - ha affermato Grasso in un altro passaggio del suo discorso - non servono a nulla se non c'è il lavoro. E allora dobbiamo investire lì dove il lavoro possiamo davvero crearlo: abbiamo una cultura millenaria, una biodiversità unica al mondo, e non siamo capaci di tradurre questi patrimoni in prospettive, in lavoro, in futuro. E allora dobbiamo cambiare passo. Il turismo ad esempio in Italia occupa 2,7 milioni di persone e vale il 10,7% del nostro Pil. Un settore che attira i giovani e dove l'innovazione tecnologica gioca un fattore determinante. Ma tutti noi appena andiamo all'estero ci rendiamo conto di quanto di più si potrebbe fare nel nostro Paese».

Un altro settore nel cuore del leader di Leu è la green economy «che dà lavoro a 3 milioni di persone. E anche qui l'innovazione porta sviluppo, nel rispetto della nostra terra, del nostro ambiente. Pensiamo che solo a questa occupazione si potrebbe dare risalto riconvertendo ad esempio l'edilizia all'efficienza energetica, alle scuole sicure, al mondo delle rinnovabili che non dev'essere solo un affare». E poi c'è «il mondo delle imprese culturali e creative: vale il 6% del Pil e un altro milione e mezzo di occupati. Con la cultura - sottolinea Grasso - non solo si mangia, ma si crea benessere e occupazione, valorizzando i nostri talenti, la nostra storia, le nostre tradizioni. E questo è un modo di creare lavoro generando bellezza: non è utopia ma la strada piu sicura su cui investire».

Grasso ha anche dedicato una parte del suo discorso al lavoro giovanile, con la richiesta del ripristino delle garanzie eliminate dal jobs act. «Ad ogni statistica sui giovani che ancora stanno a casa coi genitori - ha detto - c'è un coro di indignazione, ma per il motivo sbagliato: non è tutta colpa loro se non possono farsi una vita autonoma, comprare una casa o avere dei figli. Troppo facile dire che non fanno sacrifici, ne fanno eccome. Le loro vite precarie rendono precario il futuro di tutti noi».

«La nostra battaglia, come avete sentito dalle linee programmatiche - ha annunciato il leader di Leu - sarà far tornare prevalenti i contratti a tempo indeterminato, attraverso una nuova forma di contratto a tutele crescenti che reintroduca le garanzie eliminate dal Jobs Act. Dobbiamo rendere più costoso il lavoro precario di quello stabile. Questo potrà dare il giusto equilibrio ad una nazione che vuole crescere. Solo se hai fiducia nel tuo futuro lo puoi costruire davvero».