21 novembre 2019
Aggiornato 02:00

Grasso: «Italiani hanno dimostrato attaccamento a Carta votando al referendum»

Il presidente del Senato: «Le modifiche, che pure ci sono state in passato, non hanno mai scalfito la centralità del Parlamento»

ROMA - «A settanta anni di distanza, la Costituzione del 1947, come prima e più elevata fonte del diritto, dimostra tuttora una grande forza e capacità espansiva, che ha consentito al nostro ordinamento di adeguarsi progressivamente ai cambiamenti prodotti dall'evoluzione sociale, in parallelo agli ordinamenti costituzionali contemporanei degli altri Stati europei con cui siamo soliti paragonarci». Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, aprendo, a Palazzo Giustiniani, la cerimonia del 70° anniversario della firma della Costituzione.

Modifiche non hanno mai scalfito centralità del Parlamento
«La prima parte della Costituzione vive e progredisce perché l'equilibrio dei poteri, fissato nella seconda parte, è un principio riconosciuto da tutti. Le modifiche, che pure ci sono state in passato, non hanno mai scalfito la centralità del Parlamento e la sua fondamentale attività nel legiferare e controllare l'operato del Governo» ha detto il presidente del Senato. «Quando Senato e Camera legiferano - ha aggiunto - danno concretezza ai principi fondamentali, ai diritti, ai doveri, che altrimenti rischierebbero di restare enunciazioni astratte. Tutto si tiene e i presìdi di libertà, democrazia, eguaglianza e solidarietà restano una pietra miliare per il benessere dell'intera comunità nazionale». «Grazie alla Costituzione - ha ricordato Grasso - gli italiani hanno potuto vedersi riconosciuti diritti ignoti alle generazioni precedenti: diritti civili e politici, ovviamente, ma anche diritti economici e sociali, senza i quali i primi rischierebbero di essere mere enunciazioni prive di effettività». E a questo proposito, ha aggiunto, «se ci si sofferma a leggere gli articoli dei principi fondamentali o della Prima parte della Costituzione, quella significativamente dedicata ai 'Diritti e doveri dei cittadini', ci si imbatte in disposizioni che ancora oggi sorprendono per la loro rilevanza e lungimiranza, ma anche per la loro concisione, pulizia ed eleganza sotto il profilo linguistico».