18 agosto 2019
Aggiornato 17:30

La promessa di Delrio: «Biotestamento o ius soli? Vogliamo portare a casa tutto»

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha dubbi riguardo al fatto che il Partito democratico vincerà entrambe le battaglie

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti , Graziano Delrio, a proposito di ius soli e biotestamento
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti , Graziano Delrio, a proposito di ius soli e biotestamento ANSA

ROMA - Il Partito democratico prepara il colpo di coda di fine Legislatura. «Bisogna portare a casa tutto. L'impegno sarà così fino alla fine, come hanno garantito tutti i nostri parlamentari», ha annunciato il ministro dem delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, fra i più vicini a Matteo Renzi. Delrio ha risposto così, in un'intervista al Quotidiano nazionale, a proposito dell'approvazione delle leggi su biotestamento e ius soli. «La stagione riformista nel campo dei diritti, dalle unioni civili ai diritti sociali, è stata molto intensa e può concludersi con altrettanti successi. Il Pd è stato protagonista nel tentativo di fare andare avanti il Paese e nessuno può scipparci questo lavoro che continueremo fino all'ultimo giorno», ha aggiunto.

Delrio: Linea chiara senza ambiguità
Ai 5 stelle che avevano presentato una proposta di legge sullo Ius soli il ministro manda a dire: «Perché non usano la loro testa invece che ubbidire ai sondaggi del capo? Oggi c'è un clima culturale pesantissimo, al limite del neofascismo. Non ci si rende conto che allargando i diritti c'è più sicurezza e benessere per tutti». Si dice che Renzi tentenni perché teme di perdere i centristi sullo Ius soli... «No - assicura Delrio -, il Pd non ha dubbi su questi due argomenti. Abbiamo una linea chiara senza ambiguità». La Sinistra intanto sfida il partito di Renzi sul lavoro e critica duramente il Jobs Act.

Il Pd, il lavoro e il precariato
Ma la replica di Delrio è secca: «Il Pd è il partito del lavoro. Il Jobs act è stato fatto per aumentare i posti di lavoro e le tutele, includendo ad esempio categorie prima escluse dall'indennità di disoccupazione». «È stato un grande atto di welfare ispirato alle politiche delle nazioni più avanzate, con l'ambizione di dare un lavoro più stabile e dignitoso - spiega ancora Delrio -. Se valutiamo laicamente gli effetti di certe misure, è normale ridiscuterle. Vogliamo però riconoscere che abbiamo creato un milione di posti di lavoro? Che quando siamo arrivati a Palazzo Chigi c'erano un miliardo e 150 milioni di ore di cassa integrazione e oggi sono il 70% in meno?».Il ministro non ha dubbi: «Abbiamo agito con l'idea di dare sicurezza ai giovani, non per rendere più precario il lavoro. Per una volta si esca dalle ideologie e si entri nella carne viva delle persone. Metà dei posti di lavoro creati sono stabili. Siamo credibili quando lo diciamo", conclude Delrio.