20 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Immigrazione

Minniti sui centri d'accoglienza in Libia tira acqua al suo mulino (con tante crepe)

Le parole del ministro dell’Interno, Marco Minniti, intervenuto all’Istituto Affari Internazionali alla presentazione del libro “State-Building in Libya”

Il ministro dell'Interno Marco Minniti sul palco della Leopolda, Firenze
Il ministro dell'Interno Marco Minniti sul palco della Leopolda, Firenze ANSA

ROMA - «Dobbiamo lavorare insieme per cambiare le condizioni inaccettabili dei centri di accoglienza in Libia, è il cuore della questione: vanno corrette delle condizioni drammatiche che ci sono, è un obiettivo irrinunciabile». Così il ministro dell’Interno, Marco Minniti, intervenendo all’Istituto Affari Internazionali alla presentazione del libro «State-Building in Libya». Ma per Minniti «non possiamo rinunciare nemmeno per un attimo al principio di governare i flussi migratori. Dobbiamo affrontare il tema dei diritti umani, essere particolarmente esigenti, esigere il massimo sostengono, ma tutto questo non deve portare a cessare di governare i flussi migratori e tornare al fatto che tornino a gestirli i trafficanti di esseri umani».

"Serve progetto di gestione legale"
«La sconfitta dell’immigrazione illegale rende credibile un progetto di gestione legale dell’immigrazione», ha sottolineato: «Sapevo fin dal primo momento, e l’ho detto, che il governo dei flussi migratori» dalla Libia «andava affrontato con il rispetto dei diritti umanitari sul posto», ma sul problema delle condizioni umanitarie dei profughi in Libia «non bisogna limitarsi a denunciare la questione, ma agire attivamente per cercare di superarla». Per Minniti «se il problema era limitarsi solo a dire che il non rispetto era inaccettabile lo abbiamo fatto, ma non è un problema degli ultimi sei mesi": la Libia – ha spiegato – è un luogo cruciale dei flussi demografici e dei traffici di migranti da almeno 15 anni e la Libia non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra del 1951. Pur non avendola mai firmata la Libia sta però ora cooperando pienamente nel suo territorio con l’UNHCR.

Cosa sta facendo il governo libico
Se oggi – ha continuato il titolare del Viminale – possiamo discutere, come stanno facendo il governo libico e l’UNHCR, di costruire un centro di accoglienza per i potenziali rifugiati, selezionati già in Libia con le ‘fragilità’, da dislocare immediatamente in paesi terzi, lo si deve all’iniziativa dell’Italia. Questo non basta, ma se cominciamo ad avere un centro del genere abbiamo già fatto un passo importante in avanti». «Se l’organizzazione mondiale per l’immigrazione ha già fatto dalla Libia più di 12mila rimpatri volontari e assistiti lo si deve» al lavoro svolto in Libia dalla comunità internazionale: «Io non mi accontento, ma non lo sottovaluterei: «L’Italia non sta costruendo muri, non abbiamo fermato l’accoglienza, i nostri porti erano, sono e saranno aperti» per i migranti, ha concluso.