7 dicembre 2019
Aggiornato 07:30
Regionali Sicilia 2017

Sicilia, Alfano e Salvini in bilico per l'ingresso in Regione. E Sgarbi reclama la paternità della vittoria di Musumeci

Si va delineando in Sicilia la nuova "geografia" dell'Assemblea regionale siciliana. Intanto Sgarbi si autodefinisce determinante nell'esito del voto

Giorgia Meloni e Matteo Salvini discutono sul terrazzo della "Trattoria del Cavaliere" durante la cena elettorale tra i tre leader del centrodestra, Catania, 2 novembre 2017
Giorgia Meloni e Matteo Salvini discutono sul terrazzo della "Trattoria del Cavaliere" durante la cena elettorale tra i tre leader del centrodestra, Catania, 2 novembre 2017 ANSA

PALERMO - Si va delineando in Sicilia la nuova "geografia" dell'Assemblea regionale siciliana. Calcoli che si riferiscono ai dati che emergono dallo scrutinio di 3.445 sezioni sulle 5.300 totali. Nel centrodestra, la lista che non è ancora sicura di accedere a Palazzo dei Normanni è quella di Alleanza per la Sicilia che vede al suo interno Noi con Salvini e Fratelli d'Italia, ferma al momento al 4,9% di preferenze. Nel centrosinistra invece la lista Arcipelago Sicilia, direttamente collegata al candidato presidente Fabrizio Micari, con il 2,1% è lontanissima dalla soglia di sbarramento. Preoccupazione anche in casa Area Popolare. La lista del ministro degli Esteri Angelino Alfano è infatti al momento inchiodata al 4,1%. Situazione incerta anche per la lista "I Cento passi", che sostiene Claudio Fava, al momento al 5,3%. Nel centrodestra la prima lista è quella di Forza Italia con il 16,1%, mentre nel centrosinistra il Pd ha recuperato strada facendo attestandosi al 13,4%. I Cinque stelle, che corrono da soli, sono il primo partito dell'isola con il 27% di preferenze.

Sgarbi: "Hanno vinto grazie a me"
E a proposito di centrodestra, dai microfoni di Un Giorno da Pecora arriva la "sentenza" di Vittorio Sgarbi indicato come assessore alla Cultura della Regione Siciliana,: "Che dati ho sul voto in Sicilia? Che hanno vinto grazie a me, perché io da candidato ero dato al 5-6%, una percentuale che se togli a Musumeci lo farebbe perdere». "Se non avessi accettato di fare l'assessore, che è una cosa prestigiosa ma tecnica, e avessi invece voluto fare una prova di forza con una mia lista, Musumeci avrebbe perso». Cosa vuol dire che l'assessore è una cosa 'tecnica'? "Che io farei l'assessore alla cultura per qualunque parte politica, anche per i grillini o la sinistra, perché vado lì per i monumenti non per la politica». Si trasferirà a Palermo? "Vediamo - ha detto Sgarbi -. La giunta non si riunirà prima di Natale, ci vogliono 45 giorni. Arrivi al 20 di dicembre, fai i saluti per le feste, e poi ti rivedi a gennaio». Allora andrà a Palermo a gennaio. "A gennaio arriverò e farò quello che vedrete, ma poi comincia la campagna elettorale nazionale, e il mio partito Rinascimento si presenterà». A quel punto lascerà l'assessorato? "No, lo farò solo se diventerò Ministro dei Beni Culturali, sennò rimango lì». Glielo ha proposto Berlusconi? "Non solo - ha spiegato a Un Giorno da Pecora . me lo ha detto Berlusconi, ma è nelle cose: se c'è una coalizione che è al 37% come quella di centrodestra, con i miei voti e quelli dell'Udc, probabilmente supereremo il 40%"

Toti: "Il centrodestra unito vince"
Intanto arriva anche il commento del governatore della Regione Liguria Giovanni Toti: "Credo che in Sicilia avremmo vinto anche con il centrosinistra unito perché Musumeci è una persona stimata, perbene, presidente della commissione Antimafia di quella Regione con i voti di tutti. La Sicilia è la prova del nove del fatto che il centrodestra unito ha dimostrato di essere una macchina vincente dopo aver vinto la Liguria, Genova e altri grandi centri abitualmente amministrati dalla sinistra». Oggi - ha sottolineato Toti - gli elettori siciliani hanno riconosciuto la coalizione del centrodestra "come unica alternativa al malgoverno di Crocetta nell'isola e di Renzi in Italia, hanno riconosciuto la bontà del nostro progetto politico e l'onestà e il volto pulito di un candidato scelto seriamente".  Il Movimento 5 Stelle - ha aggiunto il governatore ligure - "fa tesoro di quelle paure e di quella rabbia per le risposte mancate di tanta politica in questi anni». Credo però - ha concluso - che il "cambiamento targato Musumeci sia migliore del cambiamento targato Cancelleri perché da una parte si soffia sulle ansie, dall'altra si cerca con serietà di costruire il futuro. Tutti devono guardare al centrodestra come principale candidato alla guida del Paese, lo dicono i numeri e la nostra compattezza".