13 novembre 2019
Aggiornato 17:30
Scuola

Fedeli fa arrabbiare i precari da anni in graduatoria: «Ora anche i migranti possono fare i bidelli»

La ministra dell'Università e dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha fatto arrabbiare i lavoratori precari e i sindacati di categoria per aver esteso ai migranti l'accesso ai posti in graduatoria

La ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli ha esteso ai migranti l'accesso ai posti in graduatoria per fare i bidelli.
La ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli ha esteso ai migranti l'accesso ai posti in graduatoria per fare i bidelli. ANSA

ROMA – La ministra dell’Università e dell’Istruzione, Valeria Fedeli, stavolta ha fatto arrabbiare i bidelli italiani. Un decreto del ministero dell’Istruzione 640/2017, infatti, ha deciso che l’accesso ai posti per il personale ausiliario nelle scuole nazionali viene esteso a partire da quest’anno anche ai «cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria». In parole povere, anche i migranti potranno essere assunti come bidelli nelle scuole italiane. Dopo la diffusione della notizia, che ha suscitato molto clamore sul web, è stato subito braccio di ferro tra il Ministero e i sindacati che vogliono difendere gli interessi della categoria.  

Il nuovo decreto del Ministero dell’Istruzione
Il decreto 640/2017 è stato emanato nell’ambito dell’aggiornamento di terza fascia delle graduatorie Ata per il triennio 2017-2019 e riguarda proprio l’assunzione del personale ausiliario non docente nelle scuole italiane. In base alla nuova direttiva potranno essere assunti, quindi, anche i cittadini extracomunitari. Per iscriversi alle graduatorie in questione e potersi aggiudicare il posto di lavoro basterà il permesso di soggiorno. Un cambiamento epocale che però ha fatto irritare – e non poco – i sindacati e i lavoratori.

La protesta dei sindacati
In particolare, Feder.Ata e Federazione Nazionale del personale non docente non ci stanno. Feder.Ata ha già inviato una missiva al ministro Fedeli per protestare contro la nuova normativa, sottolineando di non condividere le posizioni del Ministero dell’Istruzione. Nella lettera si legge che: «pur nella consapevolezza che negli ultimi anni, in virtù dell’aumento degli ingressi dei cittadini di Paesi terzi nel nostro Paese si vorrebbe dare a queste persone la possibilità di accedere ai concorsi (…) in tali graduatorie ATA tuttavia sono presenti molti nostri Colleghi, i quali da anni lavorano e aspettano di trovare una giusta collocazione».

E’ irragionevole scavalcare i precari e assumere immigrati
I sindacati chiedono «innanzitutto priorità e rispetto per loro, che da tempo si adoperano quotidianamente per il buon andamento delle nostre Istituzioni Scolastiche» continua la lettera. «Sono precari che hanno già avuto una formazione. E hanno un’esperienza del lavoro, molto delicato, da compiere nella scuola» sottolinea Giuseppe Mancuso, presidente Feder.Ata. «È decisamente irrazionale scavalcare questi precari che attendono da anni e immettere cittadini di altri Paesi che possono avere tutte le qualità e anche titoli equivalenti. Ma non possono avere l’esperienza già maturata sul campo dai precari italiani», conclude.