16 settembre 2021
Aggiornato 19:30
Centrodestra

Centrodestra, Costa riunisce gli ex e mette insieme la «quarta gamba». Berlusconi li benedice uno a uno

Il leader di Forza Italia ha messo nero su bianco la sua benedizione al ritorno nel centrodestra di tanti fuoriusciti in questa legislatura che l'ex ministro Enrico Costa, dopo l'uscita dal Governo e dagli alfaniani di Ap, ha riunito a convegno nel suo Piemonte, a Vicoforte

VICOFORTE - "Oggi parte un percorso comune che ci porterà a cambiare davvero l'Italia. Siete una componente preziosa di quel centrodestra che costruiremo insieme per realizzare la rivoluzione liberale della quale l'Italia ha bisogno». Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha messo nero su bianco la sua benedizione al ritorno nel centrodestra di tanti fuoriusciti in questa legislatura che l'ex ministro Enrico Costa - dopo l'uscita dal Governo e dagli alfaniani di Ap- ha riunito a convegno nel suo Piemonte, a Vicoforte, per mettere insieme la cosiddetta "quarta gamba" del centrodestra alle prossime elezioni politiche, oltre a Fi, Lega e Fdi. Berlusconi chiama per nome e benedice uno per uno gli ex di centrodestra che tornano alleati. "A tutti i partecipanti voglio far giungere il mio abbraccio affettuoso: a Stefano De Luca, che ricordo con noi nel 1994 a fare battaglie liberali in Europa, a Raffaele Fitto, che è stato uno dei migliori ministri del mio governo, a Gaetano Quagliariello, del quale ho sempre apprezzato le grandi doti di studioso della politica, a Flavio Tosi, che è stato un sindaco amatissimo nella sua città, a Enrico Zanetti, una voce sempre libera e critica nei suoi diversi incarichi. Un saluto particolare anche al mio vecchio amico Gigi Florio, nostro indimenticato sindaco e deputato europeo".

Il messaggio speciale a Costa
Con menzione speciale per il padrone di casa. "Enrico Costa - scrive l'ex Cav- ha svolto un lavoro di costruzione, di raccordo, di coordinamento che considero fondamentale e di cui gli sono particolarmente grato. Enrico è un liberale vero, per la sua storia personale e familiare, che significa anche un fortissimo rapporto con il suo territorio e la sua regione. Prima con suo padre Raffaele, ministro del mio primo governo, al quale rivolgo un pensiero affettuoso, poi con lui, la provincia di Cuneo, la terra di Giovanni Giolitti e di Luigi Einaudi, è stata ed è una roccaforte del liberalismo italiano». Inoltre, "Enrico ha compiuto una scelta coraggiosa e coerente, lasciando la poltrona di Ministro e facendo prevalere la sua coscienza sull'interesse personale e sui vantaggi del potere. Lo ha fatto senza chiedere nulla in cambio, ma lanciandosi con entusiasmo in questa nuova avventura politica, di far crescere questa area liberale in un progetto politico organico». E allora, "a lui, agli altri amici relatori, a tutti voi che vi siete riuniti per discutere di idee liberali un saluto affettuoso e un abbraccio dal profondo del cuore".

Moderato, liberale, cristiano, autorevole in Europa
"Cari amici - ha evidenziato Berlusconi - siamo alla vigilia di scelte importantissime per il futuro dell'Italia. Di fronte al fallimento del Pd e alla pericolosa inconsistenza del Movimento Cinque Stelle, il centrodestra ha l'opportunità e il dovere verso gli italiani di tornare alla guida del paese. Parlo di un centrodestra moderato, liberale, cristiano, autorevole in Europa, un centrodestra capace di parlare ai cittadini, di ridare una speranza ai tanti delusi della politica, di aprirsi a chi nel lavoro, nell'impresa, nelle professioni, nella cultura, nell'impegno sociale, ha dimostrato di essere all'altezza di partecipare alla guida del paese». "Sono lieto - ha concluso - che voi abbiate deciso di essere con noi in questo grande impegno, in Parlamento e nel Paese, attraverso percorsi politici diversi, rinunciando - alcuni di Voi - ad incarichi istituzionali di prestigio. Con voi ci sono tante persone appassionate alla politica, molte sono presenti oggi a Vicoforte, e che hanno scelto con coraggio e legittimo orgoglio di appartenenza di militare in forze politiche forse fino ad oggi minori nei numeri ma certo non nei valori e negli ideali che le muovono.