Legge elettorale

Legge elettorale, M5s in piazza. Bono al Diario: aberrazione politica, vai con le ammucchiate

In molte città italiane il M5s è sceso in piazza per un sit-in di protesta contro il Rosatellum bis su cui l'esecutivo ha posto la fiducia. Noi abbiamo chiesto al consigliere regionale M5s Piemonte Davide Bono di spiegarci cosa non va

TORINO – In piazza contro una legge «assurda» e «incostituzionale». In molte città italiane il M5s oggi è sceso in piazza per un sit-in di protesta contro il Rosatellum bis su cui l'esecutivo ha posto la fiducia. Uno «scandalo fatto e finito» gridano i grillini, fatto «evidentemente» per «tagliarci fuori» e ripristinare de facto il caro vecchio Nazareno. «Contestiamo una legge elettorale imposta con la fiducia, il che significa che non hanno i numeri per approvarla» denuncia ai nostri microfoni Davide Bono, consigliere regionale M5s in Piemonte. «Hanno paura di non farla approvare, è chiaro. Una legge elettorale fatta così a quattro mesi dalle elezioni è un'aberrazione politica».

"Irregolarità gravi", come quella volta dutante il Ventennio...
Diverse le «irregolarità gravi» secondo Bono: «Innanzitutto non si ripristinano le preferenze, cosa che la Corte costituzionale aveva chiesto di inserire, quindi listini bloccati in collegi plurinominali e uninominali. Si tornerà di nuovo all'ammucchiata con tanti piccoli partitini: dal Partito animalista al partito Forza Roma o Forza Juve, senza nulla togliere al calcio naturalmente (scherza, ndr. E poi il fatto che un intervento così a gamba tesa da parte del Governo si era visto solo altre due volte prima: «La prima nel Ventennio fascista con la famosa legge Acerbo», che andava a modificare il sistema proporzionale in vigore dal 1919 integrandolo con un premio di maggioranza in quota fissa, pari ai 2/3 dei seggi, a beneficio del partito più votato nel caso in cui questo avesse superato il quorum del 25%: una norma evidentemente voluta dal Duce per assicurare al partito fascista una solida maggioranza parlamentare. Durante la discussione in commissione, i popolari avanzarono, senza risultato, numerose proposte di modifica, prima cercando di ottenere l'innalzamento del quorum al 40% dei votanti e poi l'abbassamento del premio al 60% dei seggi.

La seconda volta con la "legge truffa"
«E la seconda volta in cui l'esecutivo ha posto la fiducia è stata negli anni Cinquanta con la cosiddetta 'legge truffa'». Quest'ultima, entrata in vigore nel 1953 e abrogata fortunatamente già un anno dopo, modificò il proporzionale puro vigente dal 1946 introducendo un premio di maggioranza che assegnava il 65% dei seggi della Camera alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse superato la metà dei voti validi.

"Salvini? Come Bossi, incoerente e inaffidabile"
«E' chiaro che Renzi e Berlusconi hanno fatto l'ennesimo inciucio per andare a spartirsi le poltrone di un Parlamento che non sarà nuovamente rappresentativo del voto dei cittadini italiani» chiosa Bono. «Noi riteniamo che questa sia una mossa contro il Movimento, poi restiamo stupiti di alcuni come Salvini che sono sempre incoerenti: Salvini prima critica Berlusconi come faceva Bossi negli anni Novanta e poi ci si allea. Abbiamo imparato a conoscerlo». Spero – conclude – che i cittadini capiscano dopo questo «ennesimo tradimento» che di «forze politiche serie e coerenti ce ne sono davvero poche in Italia. La politica deve essere fatta seriamente. Per questo chiediamo al presidente Mattarella di non firmare la legge che uscirà dalle Camere».