10 dicembre 2019
Aggiornato 06:00
Turismo

visittuscany.com, il nuovo sito di destinazione della Toscana

L'Assessore, Ciuoffo: «Una grande opportunità che la Toscana deve cogliere. Per raccontare bellezza e poesia occorre metodo e una costruzione puntuale che funga da fondamenta»

FIRENZE - Un'opportunità che tutto il sistema turistico toscano deve saper cogliere. Una scommessa complessiva che tutti devono comprendere appieno. Starne fuori significa condannarsi alla scomparsa. E' questo il punto chiave sottolineato dall'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, stamattina alla presentazione, all'Istituto degli Innocenti a Firenze, di visittuscany.com, il nuovo sito di destinazione della Toscana realizzato in collaborazione tra Regione, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana. Intervenuti Jacopo Di Passio e Paolo Chiappini, rispettivamente presidente e direttore di Fondazione Sistema Toscana, Roberta Milano, direttore marketing comunicazione e digitale ENIT, Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica, Georgette Jupe, local blogger/Lonely Planet contributor e Benedetta Squittieri, responsabile E-Gov Anci Toscana.

SAPERI, STORIA, CULTURA - «Il turismo - ha spiegato Ciuoffo - è un pezzetto fondamentale dell'economia di tutti i territori; ed allo stesso tempo è lo strumento che permette di mantenere identità, tradizione, radicamento. Un tema complesso che racchiude saperi, storia, cultura: in poche parole un grande patrimonio che è stato raccontato ancora solo per una parte, perché oltre alle città d'arte la Toscana ha tanti scenari spesso poco conosciuti e che si inseriscono in questa enorme opportunità che va colta nell'ambito di una visione strutturata, insieme ai Comuni, agli operatori. Un patrimonio che grazie a visittuscany.com diventa accessibile e condivisibile».

SERVE CONDIVIDERE - Visittuscany.com può e deve diventare lo strumento capace di tradurre in realtà questa visione. «Questo deve avvenire - ha aggiunto l'assessore - in un'ottica di grande condivisione, elemento che ha sempre caratterizzato tutto il lavoro fatto finora. Credo che adesso sia terminato il tempo in cui ognuno giocava per conto proprio. Visittuscany.com si propone di raccontare tutto questo patrimonio mantenendo inalterato il valore di ciascuna singola storia. Per raccontare bellezza e poesia occorre metodo e una costruzione puntuale che funga da fondamenta. E che utilizzi le nuove infrastrutture, come il 5G». Una visione che richiede investimenti.

INVESTIRE IN INNOVAZIONE - «Proprio così. Vorremmo arrivare a conoscere dove va il turista, cosa vuole, quale esperienza cerca, e magari indirizzarlo verso un luogo o una meta. Per farlo diventa necessario investire in questa straordinaria opportunità che si apre, investire in capacità e risorse, in innovazione. Noto con perplessità che ci sono ancora tante resistenze su questo fronte: ma questa è una scommessa complessiva che tutti devono comprendere perché la Toscana non può restarne fuori. Farlo significherebbe condannarsi alla scomparsa. Innovare - ha concluso Ciuoffo - diventa fondamentale, nel turismo come in ogni altro settore, e non è un'opzione ma una necessità. E spetta alla Regione la responsabilità di supportare l'intero sistema affinché questa opportunità venga colta».

OGNUNO DEVE FARE LA SUA PARTE - «Il progetto Visit Tuscany - ha sottolineato il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Paolo Chiappini - non è in realtà una novità, la vera novità sta nel fatto che esso offre un campo di osservazione, lavoro e narrazione distinto da quelli che sono i canali di prenotazione o ingaggio commerciale che sono importanti, ma distinti dalla cura dei contenuti. Ognuno deve fare la sua parte, non ci mettiamo certamente in competizione con i colossi del booking online ma dobbiamo emergere dove siamo competitivi, ovvero nel restituire un'identità unica e autentica come insieme di valori e affinità elettive capaci di evocare con semplicità e armonia una storia millenaria. E questo lo può fare solo chi risponde a interessi pubblici. Visit Tuscany può contare una redazione diffusa di centinaia di redattori in tutta la Toscana: è il primo esempio di storytelling partecipato e condiviso in Italia. Da questo nuovo modo di raccontare la Toscana ne guadagneranno tutti».