11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Turismo e mare

Spiagge affollate? Si pensa al numero chiuso. Parte la Liguria

Spiagge sovraffollate, specie nei weekend. Un problema nazionale, più sentito ora in Liguria. I sindaci di Alassio e Laigueglia pensano al numero chiuso. Chi seguirà il loro esempio?

Spiagge affollate
Spiagge affollate ANSA

LIGURIA – Estate a pieno ritmo e spiagge, al solito, strapiene. Accade in particolare nei weekend, dove orde di turisti ‘mordi e fuggi’ arrivano con tutti i mezzi a rendere sovraffollati i lidi liguri e a mandare il traffico in tilt. Visto il continuo ripetersi di una situazione che sta esasperando non solo i residenti e le amministrazioni comunali, ma anche gli stessi turisti che si trovano schiacciati come sardine – è il caso di dirlo – sulle spiagge liguri. Per porre rimedio a una condizione che rischia di divenire esplosiva, i sindaci di Alassio e Laigueglia propongono il numero chiuso, facendo così da apripista per quella che potrebbe diventare una consuetudine in tutta la riviera di ponente.
La proposta dei sindaci, in sostanza, consta di due distinte proposte: la prima è legata alla sicurezza stradale, in cui si chiede di limitare il numero di bus accettati in entrata nei comuni, mentre la seconda concerne l’accesso alle spiagge libere che dovrebbe essere soggetto alle stesse norme previste per ogni luogo di aggregazione.

Problemi di ordine pubblico
Da sovraffollamento turistico, il problema diviene dunque di ordine pubblico, come ribadiscono Enzo Canepa e Franco Maglione, rispettivamente sindaco di Alassio e Laigueglia. «A Torino un maxischermo ha raccolto in piazza migliaia di persone – sottolineano – qui da noi l’attrattiva è costituita dal mare, ma il problema di ordine pubblico sussiste in egual misura». E i migranti, almeno in questo caso, non c’entrano. Per cui non se ne fa questione di etnia, ma di pubblico decoro. Per cui verrebbe da pensare che il provvedimento non sia preso perché nei weekend le spiagge libere (già così risicate) sono prese d’assalto da turisti ‘stranieri’, i quali occupano tutto lo spazio disponibile, ma soltanto perché insorge un problema di sicurezza. In sostanza, si teme che la situazione possa degenerare e sconfinare anche in qualche episodio di intolleranza o violenza – senza contare la componente panico, così come accaduto in Piazza San Carlo a Torino. Per questo motivo, la proposta dei due sindaci è stata presentata in prefettura. Stando però alle prime voci, la stessa prefettura pare non abbia preso molto bene il regolamento proposto. E, per il momento è tutto fermo – anche perché vi sarebbero dei problemi giuridici da eventualmente risolvere.
Ma il sindaco di Alassio, Canepa, anche se ammette che grazie ai controlli delle forze dell’ordine ai caselli autostradali, nell’ultimo weekend le cose sono andate un po’ meglio, avverte che però «è necessario regolamentare le presenze sulle nostre spiagge libere che per numeri sono paragonabili a quelle delle manifestazioni di richiamo e rappresentano dunque un possibile rischio sotto i profili di ordine pubblico, igiene e sicurezza».

La proposta nel dettaglio
Il ‘nuovo’ regolamento prevedrebbe di limitare l’accesso a due o tre pullman del weekend, e bloccare tutti gli altri. Per i bus ammessi sarebbero già state individuate aree parcheggio che potrebbero essere messe a disposizione per far sostare i mezzi. Una di queste sarebbe situata a Villanova d’Albenga. Altra limitazione riguarda l’accesso alle spiagge libere: qui si potrà accedere soltanto a numero chiuso e controllato da personale addetto – che accetterà soltanto un massimo di presenze.

Le spiagge scoppiano
I comuni rivieraschi rischiano dunque di scoppiare, se non si prendono provvedimenti, e lo ribadisce il sindaco di Laigueglia Franco Maglione: «Laigueglia non è in grado di assorbire tutte queste presenze. Dopotutto non esiste bene che non sia normato, e ciò deve valere anche per le spiagge. Si stabilisca il numero massimo di persone ammesse a metro quadro, siano date delle direttive per potersi godere giornate di relax senza rischi per la sicurezza. Il mio è un appello alla prefettura e alla Regione: non sono arrabbiato, sono preoccupato». Un esempio di regolamentazione è quello di Malpasso (SV), vicino a Finale Ligure, dove si deve pagare un biglietto per poter accedere alla spiaggia libera ma attrezzata.

Pensare ai turisti fedeli
Insieme alla accozzaglia di turisti mordi e fuggi, sottolineano i sindaci, ci sono anche quelli ‘fedeli’, ovvero coloro che hanno una casa lì e che ogni anno arrivano per passare le loro vacanze nella località cui sono affezionati. Questi, fa notare Maglione, «Pagano le tasse, avranno diritto di avere un po’ di spazio in spiaggia».