Lega Nord

Pontida senza Bossi, Salvini: «Andiamo avanti più arrabbiati e determinati di prima»

Migliaia di militanti al raduno leghista di Pontida, iniziato senza il fondatore della Lega, Umberto Bossi, escluso per la prima volta dalla "scaletta" degli interventi dal palco

PONTIDA - Migliaia di militanti al raduno leghista di Pontida, iniziato senza il fondatore della Lega, Umberto Bossi, escluso per la prima volta dalla «scaletta» degli interventi dal palco. Prima dell'apertura della manifestazione, Matteo Salvini, che indossa una felpa azzurra con la scritta «Salvini premier», ha fatto il giro dei gazebo e salutato i sostenitori, con cui ha scattato diversi selfie. Prima ad intervenire, dal palco, la sindaca di Cecina, Susanna Ceccardi. A Bossi, il grande escluso, il Segretario riserva solo un freddo ringraziamento, senza mai nominarlo: «Ho imparato tanto da chi mi ha preceduto, se siamo qui oggi è perché la Lega ha radici profonde. E ringrazio chi prima di me ha avuto l'onere e l'onore di aver guidato questa famiglia». E, dal canto suo, il fondatore della Lega Nord osserva: «Salvini mi ha detto che non voleva farmi fischiare». Ma è «un segnale che dovevo andarmene via». A chi gli ha chiesto se fosse appunto arrabbiato per non aver potuto intervenire, si è limitato a replicare «abbastanza».

La promessa alle forze dell'ordine
Beghe tra la nuova e la vecchia guardia a parte, la tradizionale manifestazione leghista consacra la leadership di Salvini non solo nella Lega, ma anche nel Centrodestra, nonostante da Fiuggi, dove è in corso la kermesse organizzata da Antonio Tajani, Berlusconi rivendichi la prima fila a Forza Italia. Salvini, però, non commenta, e passa alle proposte. «Quando saremo al governo daremo mano libera alle forze dell'ordine per portare pulizia e sicurezza alle nostre città. Questo impegno ce lo prendiamo si o no?». Sul palco sono presenti anche alcuni esponenti del sindacato di polizia Sap.

Giudici eletti dal popolo
E ancora: «La Lega al governo proporrà un progetto di legge per avere giudici eletti direttamente dal popolo. E chi sbaglia paga. E siccome siamo un movimento nato per la libertà, canteremo la legge Mancino e la legge Fiano. Le storie e la legge non si processano». «Fanno il processo al Ventennio mussoliniano - ha aggiunto Salvini - e poi si comportano come il regime nel 1925 che imbavagliava chi non la pensava come volevano».

Appello ai magistrati
Quanto alla questione del blocco dei conti del partito, Salvini lancia un appello agli attivisti: «Se pensano di bloccarci rubandoci il frutto del nostro lavoro, hanno sbagliato a capire. Andiamo avanti più arrabbiati e determinati di prima»«Chiamo oggi, a vostro nome, a nome di sessanta milioni di italiani a una reazione di orgoglio, dignità e giustizia le migliaia di giudici che fanno bene il loro lavoro e che non fanno politica e che non usano le sentenze per fare politica». «Questi magistrati ci sono - ha aggiunto Salvini - Pensiamo all'ex procuratore aggiunto della Procura di Venezia Carlo Nordio, che ha detto che quella di Genova è una sentenza politica. Per mettere mano alla giustizia, chiameremo gente per bene come Carlo Nordio».