Caso Consip

Consip, pm Woodcock ora indagato anche per falso

Nuovi risvolti per nel caso Consip. Il pm Henry John Woodcock è indagato dalla Procura di Roma anche per per falso, in concorso con l’ex capitano del Noe Gianpaolo Scafarto

Il pm Henry Woodcock
Il pm Henry Woodcock (ANSA/CIRO FUSCO)

ROMA - Nuovi risvolti per nel caso Consip. Il pm Henry John Woodcock è indagato dalla Procura di Roma anche per per falso, in concorso con l’ex capitano del Noe Gianpaolo Scafarto. L’accusa nei confronti del pm napoletano si aggiunge a quella di violazione di segreto. L’inchiesta si riferisce alle comunicazioni su una presunta auto dei servizi segreti che avrebbe spiato le mosse dei suoi carabinieri impegnati negli accertamenti sull’imprenditore Alfredo Romeo. Secondo l’accusa, Scafarto già sapeva che i Servizi non c’entravano quando inserì questo dato nell’informativa trasmessa agli inquirenti. In seguito, fu lo stesso ufficiale a chiamare in causa il magistrato, una scelta «indotta» dal pm, avrebbe detto in un interrogatorio, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, prima di trincerarsi dietro al silenzio poi tenuto per mesi.

Una bomba che può distruggere Renzi
«Una bomba» che può distruggere Renzi: così è stata definita la vicenda dal colonnello Sergio De Caprionoto alle cronache come il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina, e dal maggiore Gianpaolo Scafarto del Noe. A riferire i colloqui avuti con loro è stata la procuratrice capo di Modena, Lucia Musti, in un’audizione tenuta a luglio scorso al Csm, nella quale ha riferito che nell’aprile 2015 i due carabinieri le avrebbero detto: «Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Arriviamo a Renzi». La procura di Roma ha già acquisito le carte dal Csm e si prepara ad analizzarle per decidere se iscrivere o meno Ultimo sul registro degli indagati, dove peraltro Scafarto è presente da mesi. I pm potrebbero anche ascoltare la collega Musiti di Modena.

Due incontri
Al Csm, la procuratrice Musti «ha raccontato - riferisce Repubblica - di aver avuto un primo incontro a Modena con Scafarto e un secondo con lo stesso Scafarto e l'allora vicecomdandante del Noe, Sergio De Caprio, conosciuto come il colonnello Ultimo a Roma. Colloqui sempre finalizzati esclusivamente a discutere dell'indagine». Gli ufficiali dei carabinieri le avrebbero parlato di due "bombe": una era rappresentata proprio dall'inchiesta sulla Cpl Concordia, ritenuta dagli investigatori in grado di aprire squarci sul sistema delle cooperative; l'altra era indicata nel caso Consip.

Le due bombe
Gli ex ufficiali del Noe avrebbero spiegato alla procuratrice che le due «bombe» erano rappresentate dall’indagine su Consip e dall’inchiesta sulla Cpl Concordia della quale Modena aveva appena ricevuto gli atti dalla procura di Napoli per competenza territoriale. In quelle carte c’era anche la conversazione tra l’ex premier Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi.

Esame degli atti
Intanto, non comincerà prima della prossima settimana l'esame degli atti inviati dal Csm alla Procura di Roma riguardanti la vicenda Consip. In particolare da palazzo Marescialli sono stati inviati i verbali inerenti le dichiarazioni rese dalla procuratrice di Modena, Lucia Musti. Secondo quanto riferito stamane da diversi quotidiani durante l'audizione tenuta a luglio scorso al Csm la Musti ha spiegato che durante alcuni incontri con Sergio De Caprio e il maggiore Gianpaolo Scafarto (già indagato per numerosi falsi e violazioni del segreto) nell'aprile 2015 i due ufficiali avrebbero detto: «Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi». Gli atti sarebbero stati trasmessi dal Consiglio superiore della magistratura da diversi giorni, ma la Pec sarebbe arrivata - secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio - solo ieri pomeriggio. Inoltre, complice alcuni impegni istituzionali sia il procuratore capo Giuseppe Pignatone che l'aggiunto Paolo Ielo sono fuori Roma almeno fino a lunedì. Secondo quanto si è appreso comunque dopo l'esame del dossier gli inquirenti decideranno se inserirlo nel fascicolo relativo alla vicenda della centrale di acquisti della pubblica amministrazione oppure aprire un fascicolo apposito ed avviare specifici accertamenti.