19 ottobre 2019
Aggiornato 12:00

Centrodestra alla prova del listone: ecco i papabili ministri

Se il centrodestra riuscisse a presentarsi unito alla prova delle urne potrebbe raggiungere il 40% delle preferenze elettorali e aggiudicarsi così il premio di maggioranza che le permetterebbe di governare il Paese

Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni stanno ragionando sulla squadra di governo.
Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni stanno ragionando sulla squadra di governo. ANSA

ROMA – A Matteo Salvini il quadrifoglio non piace. «Non faccio il botanico», ha tagliato corto il segretario del Carroccio ironizzando sul simbolo proposto da Silvio Berlusconi per il listone unico di centrodestra, con il quale l'ex Cav vorrebbe giocare – e possibilmente vincere - la partita di Palazzo Chigi. La coalizione, infatti, se riuscisse a presentarsi unita alla prova delle urne potrebbe raggiungere il 40% delle preferenze elettorali e aggiudicarsi così il premio di maggioranza che le permetterebbe di governare il Paese. Mettere tutti d'accordo, però, non è facile. E ne è evidentemente la spia anche il simbolo del quadrifoglio lanciato dall'ex premier, che vede i singoli partiti dell'alleanza di centrodestra occupare tre dei quattro petali del fiore. Un espediente grafico per riaffermare con forza – qualora ce ne fosse bisogno - l'indipendenza di ciascun soggetto politico della coalizione. Salvini non sembra apprezzare particolarmente, ma è probabile che accetterà il logo berlusconiano per continuare la marcia verso Palazzo Chigi. Nel frattempo, nelle segrete stanze di Arcore, sta prendendo corpo la «road map» di Forza Italia e Silvio Berlusconi pensa già ai papabili ministri del futuro governo di centrodestra.

I ministri papabili
Come riferisce Alberto Maggi su Affari Italiani, pare certo il ritorno alla Funzione Pubblica di Renato Brunetta, inossidabile spalla dell'ex Cav. Al ministero dell'Istruzione, invece, al posto della non laureata Valeria Fedeli, potrebbe arrivare Anna Maria Bernini, che almeno è docente associato di Diritto pubblico comparato all'Università degli Studi di Bologna e avvocatessa civilista e amministrativista. Daniela Santanchè sarebbe poi in pole position per guidare il dicastero della Difesa, forse con il beneplacito di Giorgia Meloni e Matteo Salvini visto che la deputata forzista è stata particolarmente vicina ai due nella battaglia contro lo Ius soli.

Chi diventerà premier?
Al ministero della Giustizia potrebbe invece arrivare Giuseppa Lara Bartolozzi, magistrato della sezione fallimentare del Tribunale di Palermo e compagna di vita di Gaetano Armao, vice di Nello Musumeci alla corsa per la presidenza della Regione Sicilia. Come riferisce Alberto Maggi, i beninformati dicono che l'ex Cav sia stato colpito dalle qualità della Bartolozzi e che la voglia come Guardasigilli. Anche in questo caso la candidatura berlusconiana potrebbe essere ben accetta da Salvini e Meloni visto il supporto della leader di Fratelli d'Italia alla campagna elettorale di Musumeci. Per la leader di Fratelli d'Italia potrebbero quindi aprirsi le porte del Ministero dell'Interno, mentre Carlo Fidanza, ex europarlamentare, potrebbe occuparsi dei Rapporti con l'Unione europea. Stefano Parisi, in buoni rapporti sia con Berlusconi che con Salvini, sarebbe invece in pole position come ministro dello Sviluppo Economico. E il segretario del Carroccio? Potrebbe fare il premier, qualora Berlusconi fosse disposto a fare un passo indietro. Ma per il momento non c'è da scommetterci.