17 settembre 2019
Aggiornato 00:30

Meloni: «In Sicilia il problema sono io o Alfano che governa con Crocetta?»

La leader di Fratelli d'Italia ha ribadito che il candidato è Nello Musumeci, che ha anche il gradimento della Lega ma non quello del partito del ministro degli Esteri

ROMA - Un incontro con Gianfranco Micciché e due colloqui telefonici: uno con Angelino Alfano e l'altro con Giorgia Meloni. Silvio Berlusconi prende in mano la «pratica» Sicilia. L'obiettivo resta quello di tenere assieme il centrodestra ma pesano i veti incrociati.  «Nell'ambito del confronto con i principali esponenti del centrodestra ieri ho sentito Matteo Salvini convinto quanto me della impossibilità di allearsi con Alfano al governo con Renzi. Oggi ho avuto una lunga e cordiale telefonata con Silvio Berlusconi nella quale abbiamo parlato di come rinsaldare le fila della coalizione e ci siamo dati appuntamento a settembre per parlare di programmi in vista delle elezioni politiche» ha dichiarato in una nota il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

«L'obiettivo - spiega - è capire se ci siano i margini per una proposta di Governo comune, che sia vincente ma che soprattutto affronti con serietà le emergenze della nazione. Nel corso della telefonata abbiamo parlato anche delle elezioni regionali in Sicilia. Ho tenuto a ribadire a Berlusconi la posizione di Fdi: in Sicilia come a livello nazionale vogliamo vincere con una coalizione seria e credibile. Fdi non è alleabile con il partito di Alfano ma rimandiamo al candidato presidente ogni scelta su possibili proposte politiche civiche di ispirazione sul modello di quanto è accaduto in Liguria. Nel corso della telefonata ho anche ribadito a Berlusconi che per noi l'unico candidato in grado di vincere in Sicilia è Nello Musumeci, persona competente, capace e onesta. E gli ho proposto di incontrarlo nella speranza che anche Forza Italia possa confluire su questa candidatura».

La leader di Fdi avrebbe infatti ribadito che il loro candidato alla presidenza della Regione Sicilia è Nello Musumeci, che ha anche il gradimento della Lega ma non quello del partito del ministro degli Esteri, che vuole una candidatura centrista. Gianfranco Micciché, tuttavia, ha lasciato Arcore dopo il colloquio con Silvio Berlusconi ottimista sulla possibilità che in Sicilia si possa giungere a un'intesa con Angelino Alfano. A villa San Martino, oltre a Niccolò Ghedini, era presente anche il professor Gaetano Armao, l'uomo su cui l'ex ministro berlusconiano è convinto di riuscire a fare convergere un'alleanza che tenga dentro anche Ap. Secondo quanto viene riferito, il leader azzurro avrebbe ribadito la sua volontà di riuscire a tenere assieme una coalizione il più ampia possibile e tuttavia avrebbe di fatto preso ulteriore tempo. In particolare, il Cavaliere si sarebbe riservato di affidare alla solita Ghisleri dei sondaggi sui vari nomi in campo. Peraltro, vorrebbe evitare di esporsi troppo prima di aver avuto certezze sulle intenzioni di Alfano che in Sicilia è "corteggiato" anche dal Pd. E proprio di questo si sarebbe parlato nel corso della telefonata con il presidente del partito centrista.