17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Immigrazione

Migranti, Commissione Ue: Porti italiani chiusi alle ong che rifiutano codice di condotta

La decisione di diverse ong, a cominciare da Medici Senza Frontiere, di non firmare il Codice di Condotta ha scatenato una vera e propria bagarre politica che ha anche varcato i confini nazionali. Ecco la reazione della Commissione Ue

Sbarco di migranti in un porto italiano
Sbarco di migranti in un porto italiano ANSA

ROMA - La decisione di diverse ong, a cominciare da Medici Senza Frontiere, di non firmare il Codice di Condotta ha scatenato una vera e propria bagarre politica che ha anche varcato i confini nazionali. La Commissione Ue ha infatti avvertito che chi non firmerà il documento non si vedrà riconosciuta la garanzia di attraccare nei porti italiani, a meno che l'area in cui i migranti sono stati soccorsi non sia quella di competenza italiana. Un messaggio che s'inserisce nello stesso varco tracciato ieri dal Viminale: le organizzazioni che non accettano le nuove regole sono fuori dalle operazioni.

Il rifiuto di MSF
Una misura che sembra raccogliere il consenso di gran parte della politica italiana. «Alcune ONG si rifiutano di avere controlli a bordo. Cos'è, coscienza sporca??? Paura di perdere un bel po' di quattrini??? Basta con gli AMICI degli SCAFISTI, sequestriamo subito queste navi, chiudiamo i porti ai trafficanti e blindiamo i confini», ha scritto su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini. Proteste sono giunte anche da Renato Brunetta e Maurizio Gasparri, ma davanti alla quale Medici Senza Frontiere non pare disposta a scendere a patti. «Non abbiamo sottoscritto il codice perché non tutela il nostro lavoro e poi c'è già la legge internazionale che regolamenta il tutto. Noi continueremo comunque a lavorare nel Mediterraneo, ma al momento non ho capito cosa comporterà questa mancata firma», ha spiegato Gabriele Eminente, direttore generale di Msf alla trasmissione Agorà Estate su Rai3. Soprattutto, l'organizzazione rifiuta di far salire sulle proprie navi personi armate, circostanza che l'organizzazione non consente neppure negli ospedali da campo dei Paesi dove opera. 

Audizione
Domani, la palla passerà al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, che alle ore 8.30 svolgerà l'audizione del direttore dell'Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), Federico Soda, subito dopo alle  14, l'audizione di rappresentanti dell'organizzazione Save the Children