Terremoto Centro Italia

Terremoto Marche, lo scandalo dei soldi degli sms solidali: alla pista ciclabile anziché ai terremotati

Scandalo nelle Marche. Secondo il Resto del Carlino, almeno la metà dei fondi degli sms solidali destinati ai terremotati marchigiani sono finiti in tutt'altro: come la realizzazione di una pista ciclabile

Una casa distrutta dal terremoto nelle Marche
Una casa distrutta dal terremoto nelle Marche (ANSA/ UFFICIO STAMPA REGIONE MARCHE-MAURIZIO RILLO)

ROMA - Evidentemente, le tante proteste dei sindaci terremotati - molti dei quali hanno addirittura disertato la parata del 2 giugno - non hanno sortito l'effetto sperato. Dopo la tassa di successione, e le casette che sarebbero dovute essere pronte entro Pasqua, e invece sono in gran parte ancora in costruzione, questa volta ai terremotati tocca sopportare la beffa degli sms solidali. Perché, secondo quanto riporta "il Resto del Carlino", nelle Marche buona parte dei fondi raccolti, in teoria destinati alla popolazione sfollata e alla ricostruzione, sarebbe stata destinata invece alla realizzazione di una pista ciclabile e al recupero di una grotta sudatoria. Una notizia che ha mandato su tutte le furie il senatore di Forza Italia Remigio Ceroni, e la deputata di Possibile Beatrice Brignone. «Lascia sconcertati e indignati – scrive il senatore forzista – la notizia che la Regione Marche intende finanziare una pista ciclabile mare-monti da Sarnano a Civitanova per 5,5 milioni di euro e il recupero della grotta sudatoria di Acquasanta Terme per 3 milioni di euro con i soldi che i cittadini hanno donato via sms con generosità per far fronte all’emergenza determinata dal terremoto».

5 milioni alla pista ciclabile anziché ai terremotati
Secondo Ceroni, dei 32 milioni complessivi, alle Marche ne sono spettati 17,5. E la metà di questa cifra (per la precisione 5 milioni e 450 mila euro) sarebbe stata destinata dalla Regione a opere che nulla hanno a che vedere con l’aiuto per le popolazioni terremotate. Oltretutto, mentre sono ancora migliaia i marchigiani che vivono quotidianamente sulla loro pelle le difficoltà del terremoto e di ricostruzione praticamente mai iniziata. 

Beffati i terremotati, ma anche i benefattori
Sulla stessa linea la deputata di Possibile Beatrice Brignone, che evidenzia come per le piste ciclabili «ci sono altri finanziamenti, si cerchino anche quelli». Quanto accaduto, peraltro, non costituisce un danno solo per i terremotati, ma anche per i benefattori, che si vedono impiegati i propri soldi in modo del tutto diverso da quanto preventivato. «Chi ha donato con un sms - continua -, lo ha fatto pensando di offrire, con quel gesto, una mano per rialzarsi, mano che in quel momento non poteva allungare se non digitando un numero». Per questo, i due parlamentari preannunciano una interrogazione parlamentare alla presidenza del Consiglio «per chiedere rispetto per chi ha donato soldi e rispetto per chi ancora vive in roulotte o alloggi di fortuna, per chi ogni giorno si muove tra macerie e zone rosse, per chi cerca di strapparsi un futuro con forze sempre più flebili»