26 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Il caso

Lazio: tifosi biancocelesti solito bersaglio nel mirino dei media

Che si parli di evasione fiscale o di blitz di teste rasate, ecco che vengono puntualmente tirati in ballo i tifosi laziali: in molti, però, si sono stufati

Roma-Lazio,Olimpico unito in ricordo Gabriele Sandri
Roma-Lazio,Olimpico unito in ricordo Gabriele Sandri ( ANSA )

«Ora basta» è il grido dei sostenitori biancocelesti dopo la loro ennesima criminalizzazione fatta di immagini di repertorio utilizzate ad arte all’interno del servizio di un telegiornale. L’ultimo, in ordine cronologico, riguarda il servizio del Tg1 sul blitz degli skinhead nel corso della riunione dell’associazione «Como senza frontiere». Nonostante non si siano verificate violenze verbali o fisiche, si continua a parlare di assalto nazi: ed ecco che i tg trasmettono le immagini dei tifosi laziali.

ROMA – Ore 20, Tg1: il telegiornale nazionale più seguito affronta il caso della protesta di alcune teste rasate di Como durante la riunione di un’associazione immigrazionista. Nel servizio si parla della fantomatica escalation del razzismo in Italia, così – ancora una volta – si parla degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma affissi in Curva Sud da parte di alcuni laziali. Attenzione però: nelle immagini non ci sono solo gli sticker incriminati, ma contengono panoramiche sui tifosi laziali mentre sono allo stadio con sciarpe e bandiere, colpevolizzando un preciso popolo, anche quei laziali che magari si sono mostrati contrari a quegli adesivi.

Gli adesivi antisemiti - L’ultimo attacco contro i tifosi biancocelesti, si era avuto a seguito della vicenda degli adesivi con Anna Frank che indossava la maglia della Roma. Adesivi stupidi, come hanno sottolineato tutti: eppure, quella vicenda ha mostrato come la Lazio e i suoi tifosi non siano particolarmente graditi al sistema mediatico. Prima, infatti, ci sono state registrazioni audio, montate ad arte e diffuse dal Messaggero, in cui il presidente Claudio Lotito parlava di sceneggiata di fronte alla Sinagoga per chiedere scusa alla comunità ebraica di Roma. In realtà, come ha dimostrato Il Tempo, Lotito con il termine «sceneggiata» voleva intendere proprio l’esatto contrario, e cioè il suo obiettivo era quello di evitarla. Poi, poche ore dopo, il Tg1 ha mandato in onda un servizio accusando i laziali presenti nella trasferta di Bologna di aver fischiato il minuto di «riflessione» in cui sono stati letti dei passi del Diario di Anna Frank prima della partita. I video registrati da alcuni sostenitori biancocelesti hanno dimostrato come i cori che stavano cantando si fossero interrotti proprio per consentire la lettura del libro.

Non solo adesivi - Pochi giorni fa, invece, è toccato al Tg de La7 puntare il dito ancora una volta contro i laziali. In un servizio che raccontava il fermo di alcuni evasori, il giornalista li definiva «irriducibili» dell’evasione fiscale, proprio come hanno scelto di chiamarsi gli ultras laziali nel 1987. E via, all’interno del servizio, con le solite immagini di laziali – non solo i tifosi più accesi – mentre agitano la loro sciarpa o sventolano la loro bandiera, finiti nell’immaginario collettivo – loro malgrado – anche come evasori fiscali oltre che come «naziskin». La protesta di alcuni sostenitori laziali ha portato alle scuse del direttore del Tg, Enrico Mentana, che su Facebook ha chiarito: «Questa sera abbiamo mandato in onda un servizio sulle categorie in cui più forte è lo squilibrio rispetto agli studi di settore, insomma una questione di tasse. La giornalista che l’ha realizzato ha voluto definire irriducibili coloro che non si adeguano ai parametri. Irriducibili come i tifosi delle curve degli stadi di calcio. Per esemplificare ha mostrato delle immagini di curve, malauguratamente proprio di una società specifica, della Lazio. Perché dico così? Perché sono i tifosi che già hanno dovuto subire le polemiche generalizzate contro i loro colori per colpa di quei pochi dei famigerati adesivi di Anna Frank. E’ sembrato così che ci fosse una prevenzione nei loro confronti, che invece proprio non c’è. La Lazio è una delle migliore squadre del campionato, ha una tifoseria che non ha nulla da invidiare alle altre, merita rispetto. Stop»

Il Tg1 ci ricasca - Dopo l’ingiusta generalizzazione che aveva coinvolto i laziali con il caso degli adesivi, dunque, è ancora il Tg1 a criminalizzare i laziali con le immagini dei tifosi biancocelesti nel servizio sul blitz degli skinhead. Ancora una volta è intervenuta la Ss Lazio, per voce del responsabile della comunicazione, Arturo Diaconale che è consigliere di amministrazione Rai. «Caro Mario - scrive Diaconale al direttore generale della Rai, Mario Orfeo - il Tg1 denuncia il ritorno del neofascismo non limitandosi a dare la notizia dei neonazisti di Como ma illustrando il servizio con le immagini dell'intera curva della Lazio iscrivendo d'ufficio ad un neo Pnf l'intera società e tutta la tifoseria laziale. Capisco le ragioni politico-elettorali - prosegue Diaconale - ma non accetto quella che è a tutti gli effetti una grave diffamazione. La mia è una protesta formale».