20 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Il caso

Anna Frank shock sulla maglia della Roma, Lotito va in Sinagoga: Lazio antirazzista

Il presidente biancoazzurro dopo gli adesivi antisemiti attaccati in curva sud all'Olimpico durante Lazio-Cagliari: «Organizzeremo viaggi ad Auschwitz»

ROMA - La grande maggioranza dei tifosi laziali non ha nulla a che vedere con l'episodio degli adesivi antisemiti attaccati in curva sud all'Olimpico durante Lazio-Cagliari, domenica 22 ottobre: lo ha detto il presidente della squadra romana, Claudio Lotito, attorniato dai cameramen durante una visita alla Sinagoga di Roma decisa proprio per dimostrare il suo attaccamento all'antisemitismo. Gli adesivi, fotografati e ridiffusi dai media, ritraevano una foto di Anna Frank con una maglietta romanista.

«Con noi i tifosi»
«Noi oggi siamo qui per testimoniare la nostra dissociazione da ogni e qualsiasi forma di xenofobia, antirazzismo, antisemitismo. La società ha sempre messo in campo una serie di azioni volte a reprimere questi fenomeni che sicuramente non ci appartengono. La stragrande maggioranza della tifoseria della Lazio condivide questa nostra posizione e noi faremo anche tante altre iniziative che serviranno nel futuro per prevenire e reprimere certi episodi» ha detto Lotito.

Un viaggio ad Auschwitz per non dimenticare
«Annuncio oggi ufficialmente che la Lazio promuoverà un'iniziativa annuale organizzando per i giovani tifosi, duecento per volta, per educarli a non dimenticare certi fenomeni. Quello che è successo deve essere un monito per non dimenticare. Organizzeremo un viaggio annuale per Auschwitz, proprio per mettere nella condizione i ragazzi di capire di cosa stiamo parlando» ha aggiunto Lotito. «La Lazio metterà in campo questa iniziativa, ha preso contatto con i rappresentanti della comunità ebraica che oggi purtroppo è assente per motivi e impegni pregressi, così ci è stato detto, e sulla base di questo combatterà come sempre ha fatto questi fenomeni».