25 aprile 2024
Aggiornato 12:30
Giunta Raggi

Roma, doppio ok alla delibera per il progetto stadio ma c'è malessere nel M5S

Il capogruppo M5S Paolo Ferrara, in vista dell'arrivo della delibera in Aula Giulio Cesare previsto per martedì 12 giugno, ha provato da Radio Roma Capitale a smorzare i toni: «La garanzia in questo momento è il M5S che farà si che tutto venga realizzato nel rispetto delle leggi e nell'interesse dei cittadini»

Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi
Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi Foto: ANSA

ROMA - Via libera con polemiche e strappo a cinque stelle nella commissione congiunta Urbanistica-Mobilità per la delibera con cui la Giunta Raggi afferma l'interesse pubblico per il progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle.
La precedente congiunta Ambiente-Lavori pubblici, convocata per le 9, ha dato l'ok al progetto raccogliendo l'«imprimatur» del presidente della Commissione, il consigliere M5S Daniele Diaco che era stato uno tra i «critici» dell'impostazione: «ho espresso parere favorevole alla luce delle migliorie apportate al nuovo progetto di fattibilità presentato - ha spiegato Diaco - tra cui il risanamento dell'argine del Tevere e la completa messa in sicurezza del Fosso di Vallerano. Inoltre, abbiamo formulato e inoltrato al proponente una serie di osservazioni relative alla realizzazione del Parco Fluviale nell'area adiacente allo Stadio e al bilancio energetico sulle quali vigileremo, in sede di progettazione», ha spiegato Diaco. Ha abbandonato la seduta prima del voto in commissione Urbanistica-Mobilità l'altra consigliera del M5S da sempre contraria al progetto Cristina Grancio, spiegando che «per la parte urbanistica io non me la sento di dare un voto qui e ora. Per cui spero che i miei colleghi capiscano la mia posizione che non e' politica e non e' contro lo stadio. Non succede niente se noi ci mettiamo a studiare e a affrontiamo le questioni».

Il PD capitolino ha abbandonato la seduta prima del voto
I problemi aperti nel cuore del M5S sono gli stessi per i quali il Pd capitolino ha abbandonato la seduta prima del voto: «in presenza di due vincoli sull'area, di una causa sulla proprietà e in assenza della valutazione della situazione finanziaria di Eurnova che il curatore fallimentare dovrebbe fornire al Comune, ci si chiede di firmare un interesse pubblico al buio», ha spiegato il consigliere del Pd Giulio Pelonzi, il numero e il tipo di opere pubbliche inserite in delibera sono il tema più divisivo sul tavolo di progettazione dello stadio. Il progetto di stadio elaborato sotto la Giunta Marino prevedeva due ponti: il Ponte di Traiano (cosiddetto Ponte della Roma) e il Ponte dei Congressi. Il progetto della Giunta Raggi, come ha sottolineato l'ex assessore competente d'epoca dem Giovanni Caudo «espone il Comune a un debito potenziale a carico del Comune per decine di milioni di euro" proprio per il ponte sul Tevere e lo snodo di collegamento con l'autostrada Roma-Fiumicino, che, sottolinea Caudo, "è solo indicata nei disegni senza una precisa e chiara fonte di finanziamento». Lo Stadio ad oggi «è senza Ponte di Traiano e ha solo una via di entrata e in uscita, con relativi problemi di sicurezza. Le opere private, tranne il tronchetto a servizio della stazione, non sono infrastrutturali ma manutentive», ha sottolineato ancora il Pd, motivando l'abbandono dell'aula.

Ferrara: «La garanzia in questo momento è il M5S»
Il capogruppo M5S Paolo Ferrara, in vista dell'arrivo della delibera in Aula Giulio Cesare previsto per martedì 12 giugno, ha provato da Radio Roma Capitale a smorzare i toni e a dare la sensazione alla città e al movimento che ci siano ancora spazi per limare il progetto: «Dobbiamo spiegare ai cittadini quello che stiamo facendo, non c'è un progetto definitivo - ha sostenuto il capogruppo. - Questo è ancora l'interesse pubblico allo stadio. Poi arriveranno le convenzioni dove metteremo i paletti, ovvero: prima le opere pubbliche e poi lo stadio e gli edifici - ha sottolineato -. Andremo a vedere tutte le prescrizioni che sono state fatte dai dipartimenti per metter le all'interno delle convenzioni. La garanzia in questo momento è il M5S che farà si che tutto venga realizzato nel rispetto delle leggi e nell'interesse dei cittadini». Se la garanzia basterà all'esterno, ma anche all'interno della maggioranza capitolina, lo dimostreranno i lavori d'aula.