21 agosto 2019
Aggiornato 09:30

Grillo: «Uscire dall'euro? Ciò che conta è il sistema fiscale»

Il leader del MoVimento 5 Stelle: «Se non siamo padroni del nostro sistema fiscale, non siamo padroni di niente. Politica è quello: prendi risorse da una parte e le metti da un'altra»

Beppe Grillo
Beppe Grillo ANSA

ASSISI - «L'uscita dall'euro è metafisica. L'euro è metafisica. Se non siamo padroni del nostro sistema fiscale, non siamo padroni di niente». Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza.
«In fondo - ha spiegato - la politica è il sistema fiscale: prendi le risorse da una parte e le metti da un'altra. Abbiamo portato in Europa sette proposte con un referendum sull'euro. Se sette premi Nobel dicono che bisogna uscire dall'euro, occorre parlarne, poi nel Movimento c'è chi vuole restare, chi vuole uscire, chi vuole la doppia moneta».

BCE: Nel 2016 integrazione finanziaria in stallo
Nel 2015 il processo di integrazione finanziaria dell'Eurozona è entrato «in stallo». Lo scrive la Bce nel Rapporto sull'integrazione finanziaria in Europa. «Dopo alcuni anni di integrazione conseguenti la crisi finanziaria», il processo è rallentato, una frenata su cui hanno pesato «gli scenari economici differenti tra i diversi paesi, l'avversione globale al rischio e le incertezze politiche», scrive l'Eurotower.
Per la Bce servono «progressi tangibili e tempistivi» nel processo di revisione delle due direttive chiave dell'unione bancaria: quella sull'adeguatezza del capitale bancario (Crd) e quella sulla risoluzione delle banche in crisi (Brrd) «armonizzandone gli aspetti discrezionali in capo ai singoli paesi».

Armonizzare le leggi fallimentari
Nonostante i progressi sull'unione bancaria «resta limitata la costruzione di gruppi bancari pan-europei» che potrebbe aiutare i processi di integrazione. Permane la necessità, di «armonizzare le leggi fallimentari» rimuovendo gli ulteriori ostacoli all'integrazione, tra questi la questione dei crediti deteriorati, l'armonizzazione delle norme a protezione dei consumatori «considerando l'Eurozona una singola giurisdizione per calcolare i cuscinetti di capitale aggiuntivo richiesti da Basilea per le banche sistemiche».