25 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Governo Gentiloni

Gentiloni commissariato da Boschi, lei nega: «Fake news»

L'ex ministra: «Palazzo Chigi ha inviato una circolare con cui ha invitato i ministeri a rispettare le regole che già esistono, nulla di nuovo», ma secondo Repubblica la direttiva impone che «ogni nomina, ogni singolo atto amministrativo o documento prodotto dai dicasteri dovrà essere sottoposto al vaglio preventivo della sottosegretaria»

ROMA – Maria Elena Boschi ha negato: «Nessun commissariamento» da parte sua del governo Gentiloni, e ha attaccato: la notizia diffusa da Repubblica è un «classico esempio di fake news: nessun commissariamento, semplicemente il segretario generale di Palazzo Chigi ha inviato una circolare con cui ha invitato i ministeri a rispettare le regole che già esistono, nulla di nuovo».

Gentiloni rassicura
Nei giorni scorsi il quotidiano fondato da Scalfari ha pubblicato il testo di una circolare inviata dalla presidenza del Consiglio a tutti i ministeri dove è chiesto che «ogni nomina, ogni singolo atto amministrativo o documento prodotto dai dicasteri - e destinato a transitare da Palazzo Chigi - dovrà essere sottoposto al vaglio preventivo della sottosegretaria Maria Elena Boschi». Il testo porta la data del 28 aprile scorso e stando a Repubblica avrebbe fatto irritare molti, che sarebbero andati a chiedere conto al premier, Paolo Gentiloni. «Non vi preoccupate – ha rassicurato il capo dell'esecutivo - continuate a lavorare come avete sempre fatto, come se non fosse successo niente».

Il testo della direttiva
Nonostante la circolare porti la firma del segretario generale, Paolo Aquilanti, a redigerlo almeno nei contenuti sarebbe stata proprio l'ex ministra delle Riforme che avrebbe imposto toni perentori nella stesura del testo, che recita: «A tutti i Dipartimenti, Uffici e Strutture. Si richiama l'attenzione sulla necessità di far pervenire in preventiva visione alla Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio, per il tramite del Segretario Generale, ogni schema del provvedimento, destinato ad essere adottato in forma di Dpcm o Dprì. Le stesse indicazioni - prosegue il testo - dovranno essere seguite per gli schemi di atti amministrativi e per i documenti, di qualsiasi natura, da sottoporre alla deliberazione o all'esame del consiglio dei ministri».

Boschi deve validare tutto, passo dopo passo
Secondo la circolare Boschi deve validare ogni successivo passo dei dicasteri: «Prima che lo schema venga trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni o alla Conferenza unificata o alle Commissioni parlamentari o al Consiglio di Stato o ad altri organi, autorità, istituzioni o enti dei quali sia prevista la consultazione, come pure in caso di consultazione pubblica o quando il provvedimento debba essere rimesso alla valutazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato».

Vuole anche la scheda tecnica
La sottosegretaria poi ha imposto che venga redatta una sorta di scheda tecnica per ogni iniziativa ministeriale: «Lo schema inviato in visione preventiva deve essere corredato di relazione illustrativa e di tutti gli elementi d'informazione occorrenti». E il controllo sarà capillare anche in «senso inverso», visto che la Presidenza del Consiglio in via preventiva chiederà conto alle altre amministrazioni dei provvedimenti che intendano adottare su proposta dei ministri.