27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Intervista a Giorgia Meloni

Meloni: «Primarie sì, ma progetti chiari su tutto, questo è il sovranismo di governo»

Giorgia Meloni ha analizzato con noi il portato di ciò che è andato in scena nel fine settimana tra i gazebo e che si aspetta dalla Francia e dall'inchiesta del procuratore di Catania Zuccaro

La leader di FdI, Giorgia Meloni
La leader di FdI, Giorgia Meloni (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Dopo le primarie del Pd che – seppur in crisi di «affluenza» - hanno incoronato Matteo Renzi segretario, il tema delle consultazioni di base è ritornato a far discutere all'interno del centrodestra. Giorgia Meloni, con noi del Diario, ha analizzato il portato di ciò che è andato in scena nel fine settimana tra i gazebo e che si aspetta dalla Francia e dall'inchiesta del procuratore di Catania Zuccaro. Ma soprattutto la leader di Fratelli d'Italia ha rilanciato le primarie come strumento di selezione e di chiarezza (anche sui contenuti) per quel «destra-centro» che, assieme al «sovranismo di governo», è la ricetta con cui si presenterà al prossimo congresso di Fratelli d'Italia.

Meloni, i critici delle primarie hanno preso a modello ciò che è avvenuto in Francia: Fillon e Hamon decisi dai gazebo hanno fatto flop. Come si potrebbe evitare un effetto del genere nel centrodestra?
Le primarie sono uno strumento. Non sono la soluzione di tutti i problemi e non sono il problema. Il problema è che cosa tu proponi. Hamon poteva fare le primarie, le secondarie, le terziarie, ma quella è rimasta una proposta politica fallimentare perché è la proposta politica di Hollande. Renzi ha fatto le primarie? Renzi le elezioni non le vince. Perché la gente questi qui non li vuole votare più: perché hanno già dato, hanno già dimostrato che cosa valevano, dato che stanno schierati contro il popolo e che stanno schierati con una serie di élite di potere, con gli interessi di pochi. La gente non è cretina: non è che uno è impresentabile se passa dalle primarie diventa poi presentabile.

La vostra proposta di primarie che si candida a stabilire oltre il «portabandiera»?
Dipende dalla proposta politica che noi saremo in grado di presentare. Penso che le primarie possano essere utili, nel caso nostro ancora di più perché ci aiutano a dirimere delle controversie su alcuni temi che per noi sono molto complessi – vedi il tema dell'Europa – e a stabilire quale sia l'orientamento maggioritario. Occorre avere un po' l'umiltà di ascoltare il sentimento, l'umore della gente: questo per noi rappresenterebbe un valore aggiunto. Dopodiché è altrettanto vero che non è possibile demandare la proposta alle primarie. Occorre avere prima di tutto una cornice di contenuti, seri, credibili, forti e di rottura con il passato, ed è necessario dire qual è il nostro posizionamento politico: non devi essere ambiguo, insomma, perché i progetti chiari, i progetti coraggiosi sono quelli che in questo momento pagano.

Si riferisce a ciò che sta avvenendo in Francia?
Checché se ne dica, raggiungere il ballottaggio lasciando fuori i socialisti e i repubblicani per una come Marine Le Pen, che in Francia è considerata una specie di diavolo, è un fatto enorme. E differentemente da quello che tutti credono, la Le Pen non uscirà dal ballottaggio con gli stessi voti con la quale è entrata. L'accordo storico con Dupont-Aignan, primo alleato nella storia del Front National, cambia tutto. Perché dice che il Fn non è più impresentabile, che è diventata una forza «alleabile». Perché dice che è una forza potenzialmente di governo, che può fare da traino.

Su questo la destra italiana può fare da esempio?
Il centrodestra italiano è tutta un'altra storia rispetto a quello francese. Però è vero che gli eredi di De Gaulle sembrano essere quelli del Fn. Lo dico sul tema più complesso: quello del rapporto con l'Europa. Perché la Le Pen dice: basta con questa Europa dove nessuno sa chi decide, dove a decidere è un circolo di persone chiuse e le decisioni vengono prese per fare gli interessi del grande capitale contro i popoli. Noi vogliamo una confederazione di nazioni libere e sovrane. È esattamente quello che sosteneva De Gaulle sull'Europa: quando spiegava che l'Europa va dall'Atlantico agli Urali non si riferiva di certo all'Unione e al suo percorso di unificazione. Se dovessi dire chi è più coerente oggi con questo percorso direi che è la Le Pen più che Fillon. Dopodiché la Le Pen sa anche stare in questo tempo e ha dimostrato come alcune categorie sono imperfette per interpretare i nostri tempi: oggi, lo ripetiamo da tempo, la frattura è alto contro basso.

E da noi?
Quello italiano è un altro esempio. Da noi centrodestra e destra hanno sempre comunicato, siamo stati al governo addirittura insieme: è tutta un'altra storia insomma. Lo stesso Silvio Berlusconi non è un «popolare» propriamente detto. Mi spiego: non è che perché hanno nominato Antonio Tajani alla presidenza del Parlamento europeo la storia di Berlusconi è diventata di colpo la storia della Democrazia cristiana. Lui è stato definito un populista molto prima di noi. La sua collocazione nel Ppe è una cosa innaturale per la sua linea politica, per la sua storia, e anche per i «sorrisini» maliziosi che gli hanno riservato i suoi «colleghi» del Ppe Merkel e Sarkozy.

Sul caso ong il governo ha fatto tutto tranne che sostenere l'ipotesi di un Procuratore della Repubblica. Si difende così la sovranità di una nazione?
No, non si difende così. Non ci dobbiamo aspettare che questo esecutivo difenda la sovranità: sono governi che sono piazzati da qualcuno per rendere l'Italia una colonia. Considero scandaloso l'atteggiamento che c'è stato da parte del governo e non solo nei confronti del procuratore Zuccaro che è stato attaccato per avere detto una serie di cose giustissime: ossia che c'è più di qualcosa che non tornano sulla vicenda migranti.

Come bisogna muoversi in tal senso?
Ora che tutto questo abbia una rilevanza penale o no, è necessario andare fino in fondo: se scopriamo o sappiamo che in realtà il flusso di migranti che viene da noi non è un moto spontaneo ma un disegno finanziato io penso che valga la pena di approfondirlo il tema. Guarda caso c'è in signore, che si chiama George Soros, che è il più grande speculatore mondiale, che ha giurato guerra agli stati nazionali perché vuole devastare le frontiere, che ha detto pubblicamente: io investo 500 milioni di euro per finanziare le organizzazioni che favoriscono l'immigrazione in Europa. Ecco, io penso che la politica, ancora prima dei giudici, si debba interrogare e debba approfondire l'ipotesi che ci sia qualcuno che paga per riempire la nostra terra di immigrati e lo fa perché vuole abbattere il nostri confini e quindi la nostra sovranità nazionale. È un tema rilevante o no?

A mio avviso sì.
E perché noi abbiamo un governo che liquida con estrema facilità questo problema? Perché questo Procuratore viene massacrato, deriso, convocato dal Csm, viene trattato come se fosse un paria, un nemico dell'Italia quando invece si sta interrogando su una vicenda centrale? Noi sappiamo per certo, poi, che esistono una serie di pamphlet dei servizi dell'intelligence straniera che dimostrano ciò che dice Zuccaro. Sappiamo che non si possono utilizzare in Italia. Ma ti pare che il governo davanti a una cosa del genere si nasconde dietro il cavillo per non affrontare il tema? Un governo serio che fa: sei in grado di escludere ciò che sostiene Zuccaro e che tutti sanno e sui cui ho presentato come Fratelli d'Italia per prima una serie di interrogazioni? Sei in grado di smentire quello che dicono tutti? Lo devi fare. Se non fai questo allora devi reagire: come fa un governo sovrano, serio, sequestrando le navi a queste ong e avviando le procedure per tutelare i nostri confini e l'Italia.