Giustizia e politica

Dimissioni per Minzolini e lui ringrazia i colleghi senatori (soprattutto del Pd)

Un ringraziamento ai colleghi che hanno respinto la sua decadenza e al "Pd che ha lasciato libertà di coscienza", ma anche un invito oggi a non avere paura, con una citazione di Giovanni Paolo II. E' quanto ha detto Augusto Minzolini prendendo la parola nell'aula del Senato chiamata a votare la sua richiesta di dimissioni

Augusto Minzolini prendendo la parola nell'aula del Senato chiamata a votare la sua richiesta di dimissioni
Augusto Minzolini prendendo la parola nell'aula del Senato chiamata a votare la sua richiesta di dimissioni (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Il Senato ha accolto la richiesta di dimissioni di Augusto Minzolini con 142 sì. Un ringraziamento ai colleghi che hanno respinto la sua decadenza e al «Pd che ha lasciato libertà di coscienza", ma anche un invito oggi a non avere paura, con una citazione di Giovanni Paolo II. E' quanto ha detto Minzolini prendendo la parola nell'aula del Senato chiamata a votare la sua richiesta di dimissioni. «Io - ha aggiunto - non ho nessun obbligo, il mio è un gesto di coerenza politica. Questa non è la partita di ritorno del voto del 16 marzo, i giustizialisti quella partita l'hanno già persa».

Minzolini: Il Senato è tornato ad assumere il ruolo che gli compete
L'ex direttore del Tg1 ha ricordato quanto accaduto il 16 marzo e ha definito quell'episodio «una prova di coraggio di non poco conto» che «ridà respiro non solo alle istituzioni ma alla politica intera». In quell'occasione, per Minzolini, è stata scritta «una bella pagina» in cui «il Senato è tornato ad assumere il ruolo che gli compete».

Ringrazio chi si è astenuto
«Ringrazio - ha aggiunto - anche chi si è astenuto o non partecipando al voto ha dimostrato di avere delle riserve. Ringrazio anche chi ha votato a favore, anche se per ragioni diverse. C'è chi lo ha fatto come il M5S per rispetto, dicono, della legalità, in ossequio al principio per cui la legge va applicata sempre in un senso senza tenere conto dei casi specifici. Una posizione che ricorda le parole del gran sacerdote del Tempio, Caifa, che chiedeva la morte di Cristo: 'così chiede la legge'. Poi c'è chi lo ha fatto per opportunità» attuando «un comportamento che ricorda quello di Pilato».

Crimi: Pagina buia
«Quello che si è celebrato qualche giorno fa» in occasione del voto sulla decadenza di Augusto Minzolini «non è stato un momento di democrazia ma una pagina buia, in cui il Senato ha rinnegato se stesso, una legge che aveva approvato».Lo ha detto il senatore del M5s, Vito Crimi, prendendo la parola in aula durante l'esame della richiesta di dimissioni del senatore di Forza Italia. «Avevamo previsto - ha aggiunto - che qualche giorno dopo Renzi se ne sarebbe lavato le mani e così è stato, Renzi è stato il vero Ponzio Pilato». «Questa - ha sottolineato - è la partita di ritorno di quel voto, è l'occasione per Renzi e il suo partito di riscattarsi da quel voto perché hanno capito quanto danno ha fatto». «Noi - ha poi annunciato - coerentemente con quanto fatto per tutte le altre dimissioni voteremo a favore».

Ala rigetta le dimissioni
«Il nostro gruppo non ritiene si possa in alcun modo collegare il voto odierno a quello con il quale il Senato ha bocciato la decadenza del senatore Minzolini dalla carica di parlamentare per effetto della legge Severino».Lo ha detto il senatore Ciro Falanga del gruppo Ala intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama sulla richiesta di dimissioni avanzata dal senatore azzurro. «Chi ritiene di accostare l'una all'altra questione - aggiunge - tradisce una prassi parlamentare consolidatasi nel tempo. Per queste ragioni il gruppo Ala-Scelta Civica, per Minzolini come per altri, rigetterà le dimissioni, non trascurando di esprimere apprezzamento nei confronti del senatore dimissionario per aver fatto una scelta che era nel suo diritto di evitare».

Lega Nord vota per le dimissioni
I dodici senatori della Lega «voteranno a favore delle dimissioni di Minzolini al Senato», ha confermato a 'Un giorno da pecora' il segretario del Carroccio, Matteo Salvini.